“Rave“ alle fornaci, arrivano le denunce

L’ha sporta il legale rappresentante della società immobiliare proprietaria della grande area dismessa

Avarie

Per ora la denuncia è contro ignoti e per “invasione di terreni o edifici“, reato che non può essere perseguito d’ufficio ma necessita che sia il proprietario dell’immobile ad agire.

È quello che è stato fatto dal legale rappresentante dell’immobiliare romana proprietaria della grande area industriale dismessa di Caldè, comune di Castelveccana, dove domenica 29 settembre i carabinieri vennero chiamati per estranei all’interno del perimetro cintato.

I militari, assieme ai colleghi Forestali e alla polizia di frontiera di Luino, intervennero mentre un centinaio di persone era entrata nell’ex fabbrica di calce a picco sul lago.

Qui le versioni differiscono a seconda di chi si ascolta: per i carabinieri era l’inizio di un rave poiché vennero trovate casse per ascoltare musica e fusti di birra. Per gli organizzatori del “collettivo Sativa“ invece era solo il pretesto per ascoltare un po’ di musica mentre l’intera area veniva ripulita dalla spazzatura (e a sostegno di questa tesi restarono una decina di sacchi dell’immondizzia pieni che vennero poi smaltiti dal Comune).

Il clima era molto disteso: all’invito di lasciare il posto impartito dai carabinieri tutti i partecipanti al ritrovo se ne andarono senza alcun problema di ordine pubblico; sul posto vennero identificate quali “organizzatori“ una quindicina di persone. Poi tutto finì.

Oggi, a quindici giorni dall’iniziativa, arriva la denuncia. Sempre mercoledì la proprietà ha fatto anche un sopralluogo, accompagnata dai carabinieri per verificare lo stato dell’area ma anche l’efficacia delle recinzioni posizionate alcuni anni fa.

Si tratta di un’inferriata e da una rete in metallo piuttosto spessa che da tempo risulta tagliata: è da lì che probabilmente sono entrati i ragazzi del collettivo Sativa e i simpatizzanti.

Ed è da lì che una comitiva di adolescenti all’ultimo giorno di scuola per un bagno fuori stagione rincasò alla fine della bigiata con un compagno in meno: un giovane di origini africane che a giugno trovò la morte affogando dopo essersi lanciato dal manufatto dell’ex fabbrica.

Per questo più volte le forze dell’ordine hanno esortato a stare lontani dalle fornaci, un posto a rischio crolli dove basta un piade in fallo per farsi male.

Nel 2008, 114 ragazzi, che parteciparono al rave di Castelveccana nel giugno del 2006 vennero denunciati e indagati per concorso in occupazione aggravata di terreni ed edifici altrui pubblici o privati.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 18 ottobre 2019
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