“Benvenuta, cittadina Segre”

Il testo integrale dell'intervento del consigliere Valerio Crugnola, della Lista Galimberti, prima del voto per la cittadinanza onoraria a Liliana Segre

liliana segre

Pubblichiamo il testo integrale dell’intervento del consigliere Valerio Crugnola, della Lista Galimberti, prima del voto per la cittadinanza onoraria a Liliana Segre

Muovo da un episodio politico recente per arrivare a chiedere una sorta di certificazione di sincerità nel voto a favore della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre.

L’odio politico e il suo sfruttamento a scopi elettorali sono oggi monopolio delle forze populiste. In tutta l’Europa geopolitica questo fenomeno, in origine eterogeneo ma da contrastare ovunque, ha assunto una dominante connotazione di destra estrema, illiberale e plebiscitaria, estranea alle genealogie fasciste delle destre illiberali del passato, anche se il fluire torrentizio dei populismi è ormai in grado di trasportare ogni tipo di detrito.

Cavalcare l’odio rende politicamente. Se non rendesse, nessuno avrebbe motivazioni ragionevoli per cavalcarlo. I gradini che l’odio percorre tra il suo manifestarsi e le catastrofi che produce sono molti e i passaggi non sono né necessari, né immediati. Così fu per l’antisemitismo. Così può essere per la xenofobia e l’afrofobia suscitata da chi enfatizza ed estremizza ad arte i lati problematici dei fenomeni migratori.

Una Commissione parlamentare sul tema dell’inseminazione e della disseminazione, artificiale o indotta, dell’odio politico, ideologico, religioso, etnico e razziale non è la risposta sulla carta più utile dal punto di vista dell’immediata efficacia. A contrastare l’odio saranno, sempre sulla carta, anzitutto il nostro agire quotidiano, il linguaggio che adottiamo, il rapporto che instauriamo con chi pensa diversamente da noi e la prevenzione dei neonazionalismi sovranisti in tutte le loro versioni.

L’opposto dell’odio non è l’amore universale ma il rispetto primario degli altri che suscita il rispetto delle regole della civiltà liberaldemocratica in cui siamo cresciuti e che oggi è minacciata non solo dai tiranni elettivi (Putin, Erdoğan, Kachyński, Orbán), ma dall’intera galassia populista e sovranista.

Purtroppo nessuna Commissione parlamentare è in grado di imporre questo rispetto. Tuttavia la politica deve dare un esempio. La prassi del cattivo esempio ha una lunga tradizione in Italia, anche a sinistra; ma oggi siamo oltre la soglia massima consentita. Una commissione parlamentare serve a chiedere condivisione, a bonificare la politica dall’interno, a disinnescare i meccanismi autoriproduttivi del populismo a partire dalla testa e non dalla coda del serpente.

In Parlamento l’astensione sulla Commissione Segre è stato un esplicito segnale di disimpegno. “Non intendiamo promettere agli avversari di dismettere la strategia dell’odio” almeno sino a che si mostrerà politicamente pagante. Delle conseguenze che suscita, l’apprendista stregone, ormai anagraficamente adulto, se ne frega. Il demone da cui è posseduto suggerisce al Puer aeternu junghiano: “Non devi fare seriamente politica. Sèguita a costruire i tuoi successi politici sull’antipolitica”. Canticchia il Puer: “Fin che la barca, va lasciala andare”.

La mancanza di condivisione è dunque grave. Qualcuno in parlamento, e forse anche qui, scherza con il fuoco, sperando di riuscire a far convivere il dottor Jekyll con mister Hyde, nell’illusione di limitare i danni e lucrare una qualche sopravvivenza. Anche nella variante politica della sindrome bipolare alla fine Hyde prevale su Jekyll.

La politica non è un combattimento continuo e con tutti i mezzi per ottenere un pugno di voti. Non dovremmo immiserirla fino a questo punto. Ora, non mi attendo un’autodisciplina e un’autolimitazione dall’attuale dirigenza leghista. Ma posso chiedere a Maroni cosa ne pensa, o cosa ne pensano i consiglieri di Forza Italia e della Lista Orrigoni che si proclamano liberali. Mi auguro che questi otto consiglieri in quest’aula scelgano con la maggioranza, in modo sincero, il dottor Jekyll. Fin che siamo (tutti, non solo loro) ancora in tempo.

Diversamente dal Parlamento, ottenere l’adesione unanime alla nomina di Liliana Segre a cittadina onoraria dovrebbe essere un gioco da ragazzi. Poiché però è facile fare retorica, la controprova della sincerità del voto è una sola: sollecito una manifesta deprecazione dell’astensione parlamentare.

Una precisazione. Il richiamo al romanzo di Stevenson è di Filippo Rossi, un politologo della destra liberale. Un uomo che in Italia si sente in via di estinzione. (Filippo Rossi sarà a Varese il 14 novembre prossimo, al teatro Santuccio, ndr)

Benvenuta, cittadina Segre

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Pubblicato il 05 novembre 2019
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