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Addio a Urbano Aletti, banchiere e benefattore

Banchiere, fondatore e presidente onorario della Banca Aletti, ex senatore della Democrazia Cristiana nel 1976, presidente della Borsa e della federazione delle Borse mondiali

Generico 2018

Addio ad Urbano Aletti, banchiere, fondatore e presidente onorario della Banca Aletti, ex senatore della Democrazia Cristiana nel 1976, presidente della Borsa e della federazione delle Borse mondiali, oltre a essere uno dei padri dell’ingresso dell’Italia nel Sistema Monetario Europeo.

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Nella villa Aletti Stampa 4 di 10

96 anni, padre di 6 figli tra cui Francesco, che ha trasformato Mustonate nella piccola Scozia amata dai turisti e da tutti i varesini, Aletti verrà salutato per l’ultima volta a Milano alle 9 di venerdì 6 dicembre nella chiesa di San Francesco da Paola (via Manzoni), vicino alla sua abitazione milanese e alla sede della banca da lui fondata.

Aletti nel 1958 acquistò Villa Stampa a Morosolo, splendido stabile che nell’800 ospitò anche Alessandro Manzoni: il banchiere ci tornava almeno due volte all’anno, in estate, ma spesso apriva la sua proprietà per visite esclusive e apprezzatissime:

«Quando l’acquistai nel ’58 era un rudere – disse Aletti a Varese Focus in un’intervista nel 2010 – trovai una sistemazione per tutte le persone che ci abitavano (la villa era passata nel 1907 in eredità all’Istituto dei Figli della Provvidenza e la villa di Morosolo fu alienata passando per varie mani. Per molti anni appartenne ai Conti Foscarini e in tempo di guerra divenne ricovero di profughi e di sfollati che costruirono soppalchi e muri divisori) e incaricai l’architetto Luigi Caccia Dominioni di riportarla all’aspetto originario. Gli operai lavorarono due anni. Non c’era il riscaldamento né la fogna, feci allacciare le tubature all’acquedotto di Casciago portando l’acqua in paese e oggi oltre 1.200 abitanti di Morosolo utilizzano».

«Un pensiero alla famiglia e agli eredi da parte di tutta l’amministrazione comunale di Casciago – commenta il primo cittadino Mirko Reto -. Aletti era una persona che dava lustro al nostro paese e

La nostra è una famiglia di banchieri e di agenti di cambio fin dal 1826 quando a Milano c’era il feldamaresciallo Radetzky e un mio avo fabbricava carrozze – racconta Urbano Aletti, padre di sei figli tra cui Francesco, ex vicepresidente di Ubs Italia, appassionato di cavalli, che ha dato nuova vita al borgo di Mustonate trasformandolo in una piccola Ascot – La mia nonna Maria era proprietaria di Villa Spartivento a Biumo Superiore e ci trascorrevo le vacanze. Morosolo era un paesino di 120 anime e ci venivamo a comprare i “perseghett” dai contadini”. Cinque fratelli, papà Arturo presidente della Borsa di Milano. “Mi laureai nel 1945 in economia e commercio all’Università Cattolica con Amintore Fanfani presidente della commissione d’esame. A 25 anni mi sposai e dopo la guerra rilevai gli uffici che mio padre aveva in via Monte di Pietà. Andavo tutti i giorni nei caveaux della Comit in piazza Scala a prelevare e depositare i titoli nelle cassette di sicurezza. Imparai allora il valore della puntualità e dell’onestà”. Dice un saggio proverbio che la serenità è donare il superfluo a chi ne ha bisogno e Aletti concorda: ha contribuito all’istituzione in Uganda di una sede dell’Università Cattolica di Milano per le facoltà di agraria, veterinaria e medicina e alla nascita della Fondazione Cassoni alla Barona di Milano, 60 mila mq di strutture residenziali per chi non ha casa.


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 dicembre 2019
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