Appalti su vigilanza e sicurezza, l’Antitrust multa le società per 30 milioni di euro

L'accordo tra società serviva a limitare la concorrenza e assicurarsi gli appalti. Tra i casi esaminati anche i servizi per Trenord, gli aeroporti di Linate e Malpensa, i cantieri e l'evento Expo 2015

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Maximulta dell’antitust ai colossi del settore della vigilanza e sicurezza privata, accusate di essersi accordate per limitare la concorrenza e ottenere appalti da milioni di euro, da spartirsi grazie ad accordi “a monte” e subappalti. Il provvedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stato emesso lo scorso 12 di novembre e tra i casi che hanno portato alla condanna ci sono anche alcuni episodi che riguardano la vigilanza su treni e nelle stazioni Trenord, agli aeroporti di Malpensa e Linate, ma anche in Expo 2015.

Il pronunciamento dell’Antitrust – che è una sorta di primo grado, visto che può essere impugnato davanti al Tar del Lazio – ha condannato al pagamento di oltre 30 milioni di euro, a carico di nove diverse società. 5 milioni 443mila 923 euro dovranno essere pagati dalla società Allsystem Spa; 3.514.730 dalla Coopservice S.Coop.p.A.; 7.264.520 euro dalla Italpol Vigilanza Srl e dalla MC Holding Srl, in solido fra loro; 5.488.998 dalla IVRI Spa, dalla SKIBS Srl e Biks Group Srl, in solido fra loro; 8.328.592 di euro infine sono a carico della Sicuritalia Spa e Lomafin SGH Spa, in solido fra loro.

Nelle 129 pagine di testo, il provvedimento procede su 340 punti di merito, in cui vengono ricostruiti gli accordi attraverso cui le società sono arrivate a “condizionare gli esiti delle gare per i servizi di vigilanza attraverso l’eliminazione del reciproco confronto concorrenziale e la spartizione dei lotti”. In sostanza: di volta in volta una società vinceva la gara e consentiva un subappalto alle altre, per poi lasciare che un’altra si aggiudicasse un’altra gara (ricevendo in cambio un subappalto). Nei punti di merito vengono appunto esaminate decine di gare e lotti di gara.

Così ad esempio viene esaminata la gara “Trenord 2”, per la vigilanza sui treni e nelle stazioni del servizio regionale in Lombardia, nel 2016. Una gara da 9.802.400 euro, a cui si presentarono tre Associazioni Temporanee d’Impresa (Ati), e che nel 2017 venne affidata all’Ati Sicuritalia, Allsystem e Coopservice.
Il provvedimento dell’antitrust ricostruisce accordi precedenti tra Italpol e Sicuritalia: secondo la documentazione acquisita Italpol s’impegnava a non partecipare e, nel caso Sicuritalia avesse ottenuto appalto, avrebbe ceduto un 20% dei servizi. 
E l’antitrust ha acquisito e fatto confluire nel provvedimento anche una mail interna di Sicuritalia del febbraio 2018, “nella quale si prospetta l’ipotesi di non attivare il subappalto di Trenord 2, se Italpol non acconsente a cedere una quota in una diversa gara (gara SEA)”: «Su cosa dobbiamo attivare subappalti per Italpol? Teniamoli fermi per avere in cambio Sea». Vale a dire una quota di una possibile gara d’appalto sui servizi in aeroporto, agli e-gates di Malpensa e Linate.

Italpol ad esempio in questo caso ha eccepito che non ha dato seguito alle “pretese” di Sicuritalia, ma nel provvedimento vengono citati “documenti in cui le Parti ripartiscono le quote del servizio da svolgere anche successivamente all’aggiudicazione, tenendo conto del cambiamento nell’ATI rispetto alla gara Trenord 1 che vede l’uscita di Ivri”. Una serie di operazioni complesse, che finiscono secondo l’antitrust per garantire un “sensibile aumento” della quota di servizi per Sicuritalia e Italpol.

La stessa Autorità poi segnala anche due altri grandi capitoli che riguardano la Lombardia: si tratta delle gare dell’dall’Azienda Regionale Centrale Acquisti (Arca) e delle gare per la vigilanza, prima sui cantieri e poi sull’evento, di Expo 2015, “bandite tra il 2013 e il 2017” che valevano 200 milioni di euro. Tra le gare Arca, anche due per la ripartizione di Varese, per un valore complessivo di 3 milioni di euro.

In alcuni casi sono state le autorità anticorruzione, in altri le stesse società che bandivano le gare: il provvedimento cita ad esempio “le segnalazioni pervenute da Trenord Srl (Trenord), con riferimento alla gara dalla stessa bandita nel 2014, e dall’ANAC, in relazione alla gara bandita da Expo 2015 Spa nel 2013″. Il provvedimento dell’antitrust, come detto, potrà essere ora impugnato dalle aziende davanti al Tar del Lazio.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 16 dicembre 2019
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