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L’hub della droga: 900 chili di droghe sequestrati nell’area cargo di Malpensa

È il principale scalo cargo d'Italia e questo si riflette anche sul traffico di stupefacenti. Dalla cocaina alla marijuana, passando per il khat, la droga usata nelle comunità straniere. I numeri della lotta condotta da Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane

Ventisei arresti in un anno e mezzo, con il sequestro di 900 kg di droga. Marijuana, metanfetamine, ma anche il khat, la droga che viene consumata soprattutto nelle comunità straniere.

Sono i numeri della Guardia di Finanza di Malpensa, che giorno dopo giorno, volo dopo volo, spedizione dopo spedizione, lavora con l’Ufficio dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, per fermare il flusso di stupefacenti, spessissimo legato a organizzazioni criminali ramificate.

Un lavoro quotidiano e certosino, che si parla di 50mila spedizioni provenienti principalmente dagli Stati Uniti d’America, dalla Spagna e da alcuni Paesi dell’Africa orientale. Quanto al tipo di sostanza, al primo posto ci sono 700 kg di khat, una droga relativamente poco conosciuta, ma molto diffusa in particolare in alcune comunità straniere:  l’arbusto coltivato nel corno d’Africa è simile alla marijuana, con foglie più carnose, ma i principi attivi (il Catinone e la Catina) resistono poco meno di 48 ore dopo l’estirpazione. Seguono 160 kg di marijuana, 14 kg di hashish, oltre 8 kg di cocaina e un centinaio di kg di altre sostanze, tra cui anche droghe sintetiche.

I risultati ottenuti sono il frutto di una capillare attività di monitoraggio del flusso di spedizioni per via aerea e di un’analisi di rischio basata sulla valutazione dei profili di pericolosità nell’area Cargo dell’aeroporto di Malpensa. Le spedizioni erano destinate non solo in tutta Italia (bisogna tenere conto del fatto che Malpensa è principale scalo cargo d’Italia), ma anche verso altri Paesi, utilizzando lo scalo della brughiera solo come punto di transito.

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Alla fine sono state arrestate 26 persone mentre altre 17 sono state denunciate.

Ci si è arrivato anche attraverso ben venti “consegne controllate” e decine di perquisizioni, coordinate dall’A.G. di Busto Arsizio, anche sulla scorta delle risultanze di intercettazioni telefoniche e pedinamenti. Le “consegne controllate” sono specificità del lavoro d’indagine: spesso le spedizioni sono destinate a nomi inesistenti e dunque i finanzieri si traverstono da corrieri, autorizzati dalla Procura, per seguire le tracce fino alla porta di casa del destinatario: «Abbiamo fatto consegne di questo tipo in Lombardia, in Veneto, in Liguria, in. Emilia Romagna, ma anche in Toscana e Lazio» spiega il tenente colonnello Luigi Pardi, comandante del Gruppo di Malpensa della Finanza.

Dentro ai santi e alla Madonna c’era la droga

Di importante ausilio per la brillante riuscita dell’operazione è stata l’attività svolta anche dalle unità cinofile antidroga del Gruppo Malpensa hanno consentito di individuare numerosi pacchi sospetti in transito a Cargo City.

Nell’ambito dell’operazione è stata poi identificata in Italia e per la prima volta in Europa una nuova sostanza psicoattiva appartenente alla famiglia dei cannabinoidi sintetici (individuata con la formula chimica 2F-QMPSB), analizzata dal Laboratorio delle Dogane e dei Monopoli di Milano.

In un altro caso, in occasione dell’arresto di un cinese residente in provincia di Varese, che aveva tentato di importare dal Canada tre chili e mezzo di marijuana, è stata individuata una ulteriore spedizione che, segnalata all’Autorità tedesca, ha portato a sequestrare altri 3 kg di marijuana in Germania.

Nel corso dell’operazione sono stati infine sequestrati più di 4.000 prodotti farmaceutici e medicinali sprovvisti delle previste autorizzazioni rilasciate dall’Agenzia Italiana del Farmaco, e  anche 30.000 euro in contanti, introiti derivanti dall’attività di spaccio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 gennaio 2020
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