Quei piccoli comuni del Varesotto dove il virus non è arrivato

Nessun caso di tamponi positivi: i comuni "Covid free" sono Agra, Brezzo di Bedero, Curiglia con Monteviasco, Duno, Tronzano Lago Maggiore, Ferrera di Varese, Cassano Valcuvia, Cazzago Brabbia, Marzio, Masciago Primo e Ranco

Foto del giorno Aprile 2020

Comuni piccoli, decentrati e lontani dalle vie di transito. Comunità che si danno molto da fare per creare occasioni di aggregazione ma che, appena questa spinta è venuta meno per via del lockdown, hanno fermato da subito ogni rischio contagio (Nella foto di Alessio Giovacchini la darsena di Cazzago Brabbia).

Sono Agra, Brezzo di Bedero, Curiglia con Monteviasco, Duno, Tronzano Lago Maggiore, Ferrera di Varese, Cassano Valcuvia, Cazzago Brabbia, Marzio, Masciago Primo e Ranco i comuni in provincia di Varese che non hanno conosciuto in maniera diretta la diffusione di Covid-19 e che ad oggi risultano privi di contagi.

È stato così, ad esempio, a Curiglia con Monteviasco, il paese che suo malgrado ha fatto dell’isolamento una condizione che l’ha reso famoso in tutta Italia (per via della funivia bloccata che ha interrotto i collegamenti con la frazione di Monteviasco). Qui il virus non è arrivato probabilmente perché secondo il sindaco Nora Sahnane il paese «è isolato e non è zona di transito. Ma anche per il comportamento della maggior parte dei cittadini, che è stato responsabile e se ci sono state eccezioni alle regole sono avvenute nei boschi e approfittando dei luoghi deserti attorno al centro abitato».

Nelle piccole comunità “covid free” molto ha inciso anche il controllo delle autorità locali sul rispetto delle norme sulle seconde case imposte dai decreti anticontagio. A Duno il sindaco Marco Dolce non ha dubbi: «Siamo un comune decentrato, isolato, e siamo stati molto molto attenti nel monitorare le persone che venivano in paese». «Pur essendo un paese con molte seconde case siamo stati inflessibili a chi chiedeva di poter venire, e il senso di responsabilità dei possessori di seconde case è stato buono: le persone hanno compreso problematiche e si sono astenuti dal tenere comportamenti fuori regola. Sono molto orgoglioso di come si sono comportati i miei concittadini».

Ne conviene anche il sindaco di Agra Luca Baglioni: «sono stati bravi i cittadini che si sono attenuti alle regole fondamentali in materia di sicurezza. L’attenzione dei residenti è stata encomiabile, li ho visti girare subito lo stretto necessario e con le mascherine. Anche i non residenti e proprietari di seconde case si sono comportati molto bene e hanno rispettato l’ordinanza che avevamo firmato assieme ad altri amministratori per impedire di pernottare nelle residenze vacanze».

Tra i piccoli comuni che non hanno conosciuto il virus ci sono anche alcune comunità in riva al lago: sia lo specchio lacustre di Varese che del grande Lago Maggiore.

Emilio Magni, sindaco di Cazzago Brabbia, guida una comunità di 800 abitanti: «Potrei dire che abbiamo avuto fortuna…con la c maiuscola. Ma, scherzi a parte, se abbiamo mantenuto questo primato qualche ragione ci sarà: forse è legata alla configurazione geografica del nostro paese, tutte case basse e abbastanza distanziate tra di loro. Appena l’emergenza si è diffusa abbiamo chiuso tutto quello che avrebbe potuto portare gente da altri paesi, a partire dai bar e dalle attrazioni turistiche. Chi si muoveva per lavoro, poi, è rimasto a casa e in questo modo s’è creata una piccola “isola” senza contagi. Dicono che sia merito anche della palude e del fatto che viviamo in una zona umida. Non credo sia vero, ma mi piace pensarlo. Soprattutto speriamo si continui così».

Antonio Palmieri il sindaco di Tronzano Lago Maggiore ritiene che la “negatività“ del paese al Covid sia da imputarsi «alla posizione geografica, che ci ha favoriti: siamo un piccolo comune montano con densità abitante/km quadrato molto bassa, e quindi c’è meno possibilità di infettarsi. Non abbiamo attività commerciali importanti ed è normale che il rischio fosse più limitato rispetto ad altri comuni più grandi. Stavolta la posizione di estrema periferia ha avvantaggiato il comune. Molti frontalieri, poi, sono stati a casa dal lavoro e i contatti si sono così ulteriormente limitati».

Maria Grazia Campagnani, sindaco di Brezzo di Bedero spiega che la cittadinanza abbia «risposto molto bene, è rimasta in casa non c’era nessuno in giro. Devo dire che sono stati tutti molto responsabili».

Completano il quadro di queste “piccole isole felici” il Comune di Masciago Primo, dove non essendoci il sindaco perché il comune è commissariato abbiamo potuto raccogliere solo la testimonianza della “Signora Mimì”, l’impiegata storica del comune che non ha dubbi: «Siamo trecento persone, talmente un piccolo comune che persino il virus ha fatto fatica a trovarci!». Quello di Marzio, di Ranco e quello di Ferrera di Varese dove il sindaco Marina Salardi ci spiega: «Siamo stati molto attenti e fin dall’inizio abbiamo cercato di rispettare il più possibile tutte le normative. I cittadini si sono comportati in modo molto corretto ed è stato importante l’aiuto della Protezione Civile in tutte le fasi. Non abbiamo adottato misure particolari, abbiamo sanificato le strade e gli uffici comunali in vista della riapertura. Ora speriamo di andare avanti così, ogni giorno che passa è un sospiro di sollievo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 maggio 2020
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