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Il Corano e le campane: Albizzate si stringe alla famiglia Hannach nel ricordo delle vittime del crollo

Trecento persone in piazza a un mese dalla tragedia: una comunità unita nel dolore e nella solidarietà

Commemorazione Albizzate

«Un paese vuol dire non essere soli», diceva Cesare Pavese. È una frase forse troppo spesso citata, ma in alcuni casi è vero: così è stato ad Albizzate, dove tutta la comunità si è ritrovata unita intorno alla famiglia Hannach, per non far sentire soli quel papà e quel figlio che hanno perso tre famigliari, la mamma Fauzia e i figli Soulaymane e Yaoucut.

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“Vi vogliamo bene, non vi lasceremo mai soli” ha detto il sindaco Mirko Zorzo, che ha vissuto da vicino la tragedia è anche oggi rivive quei momenti. “Rivedo il piccolo Souleiman con la sua biciclettina azzurra, mi aveva colpito come pedalava guidando bene di fianco al marciapiede, poco più avanti della mamma. Caro Adam sento ancora il tuo singhiozzo, mentre ti accarezzavo la guancia ho avvertito un senso di impotenza” ha raccontato ancora Zorzo, che solo per un attimo ha avuto la voce rotta dall’emozione ripensando a quel giorno.

C’erano trecento persone: tanti albizzatesi, quelli storici e anche tanti “nuovi albizzatesi” come sono gli Hannach. “Quello che viviamo è un dolore che ci accomuna nella tristezza e anche nella rabbia” ha continuato Zorzo, che ha però sottolineato la reazione solidale del paese.

A fianco dell’immisurabile dolore della famiglia Hannach c’è anche il dolore di un paese colpito anche in un luogo che era vivo e che ora manca, una “seconda piazza” che era animata delle voci di tante persone “e ora invece è deserto e silenzio”.

Alla comunità di Albizzate si è stretta anche la Provincia di Varese con il presidente Emanuele Antonelli e la Regione Lombardia con la vicepresidente del consiglio regionale Francesca Brianza.

Alla commemorazione c’erano il parroco, le associazioni del paese, i carabinieri che hanno portato i primi soccorsi. C’erano il consolato la comunità marocchina ed egiziana, l’associazione I fiori di Oggiona che è il centro culturale islamico della zona. “Le salme saranno sepolte in Marocco settimana prossima, il Consolato prenderà in carico questo compito” ha detto il console del Marocco Rihani Bouzakri.

Le sure del Corano e le preghiere cattoliche sono risuonate nel piazzale del municipio. “Nella fede abbiamo potuto sopportare il dolore che ci ha travolto” ha detto Abdessamad Alessandro Nadir, dei Fiori di Oggiona. “Siamo pieni di orgoglio a vedere che ci sono queste persone capaci di donare amore. La vostra vicinanza ha sollevato la famiglia in un modo che solo Dio conosce”. L’orazione in arabo è risuonata mentre rintoccavano le campane della chiesa parrocchiale: tutti – cattolici e islamici – si sono alzati, uniti nel momento religioso.

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Pubblicato il 24 luglio 2020
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