Cristina e Alberto, sposini in cammino sulla via Francisca, sono arrivati a Pavia

I due sposini sono arrivati a Pavia. "Nel complesso è un bel cammino, non particolarmente impegnativo, adatto a tutti coloro hanno un po' di preparazione fisica"

Via Franscisca generiche

Cristina e Alberto si sono sposati due settimane fa a Istrana, un paese a una manciata di chilometri di distanza da Treviso.  Con il covid il loro viaggio di nozze in Asia è saltato, ma loro non si sono persi d’animo. Hanno fatto gli zaini e preso il treno per Varese. Da lì si sono spostati a Lavena Ponte Tresa per camminare fino a Pavia lungo la Via Francisca del Lucomagno.

Il cammino è una dimensione che conoscono e li appassiona. Avevano letto il nostro diario e da qui la scelta all’ultimo momento di partire. Ganna, Sacro Monte, Gazzada Schianno, Busto Arsizio, Castelletto di Cuggiono e stasera sono a Morimondo. Si sono fatti coccolare dai Tre risotti, Hotel Sacro Monte, Villa Cagnola, Centro giovanile stoà, La scala di Giacobbe, la Trattoria Caselle e poi La pesa. Un mix di accoglienze diverse, ma tutte di grande qualità.

“L’arrivo a Pavia, – raccontano Cristina e Alberto – rispetto alle altri cammini, è sicuramente migliore perché non si entra da una periferia, ma piuttosto costeggiando il Ticino fino all’ultimo.
In generale il cammino è molto ben segnato tanto da non dover quasi mai utilizzare l’App (che resta utile per molti aspetti e facile da usare). Un altro aspetto che ci è piaciuto è che quando abbiamo chiesto un timbro a realtà diverse da quelle segnate nel sito, come parrocchie o municipi non abbiamo quasi mai trovato porte chiuse questo vuol dire che comunque anche la gente sa e conosce la Francisca, e non la ostacola.

Sicuramente l’aspetto dei pochi dislivelli permette una maggiore godibilità dei paesaggi. Nel complesso è un bel cammino, non particolarmente impegnativo, adatto a tutti coloro hanno un po’ di preparazione fisica (che comunque ci vuole)”.

Via Franscisca generiche

I due sposini erano partiti il 25 giugno da Lavena Ponte Tresa.

“Le cose che abbiamo apprezzato di più fino ad ora – ci avevano scritto dopo le prime tappe Cristina e Alberto – sono stati i piccoli borghi/paesi tipo Brinzio, Rasa, o Castelletto di Cuggiono, che nella loro semplicità nascondevano piccoli angoli veramente splendidi. Ma anche luoghi più famosi ad esempio Sacro Monte o qui a Morimondo, che si sono confermate una certezza. Da sottolineare l’ospitalità e la disponibilità in particolare del centro di Stoà, della Scala di Giacobbe, e anche qui a Caselle, che ci hanno fatto riassaporare l’accoglienza che si respira in certe ospitalità della via Francigena o di altri cammini. Semplici ma concrete.
Oggi la tappa è stata particolarmente bella, camminare lungo il corso del naviglio è molto suggestivo.
Uniche difficoltà il caldo e l’asfalto che sommati sono impegnativi, ma con un po’ di accorgimenti si superano senza particolari problemi”.

Un viaggio di nozze originale. La prima notte a Lavena Ponte Tresa e dal 25 in cammino sulle orme del gruppo che ha percorso tutta la via terminandola proprio quando Cristina e Alberto si promettevano “di essere fedeli sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarsi e onorarsi tutti i giorni della loro vita”.

A loro, insieme con la classica sacca del pellegrino in dono, i nostri migliori auguri per un buon cammino nel senso letterale, ma anche in quello metaforico dentro la loro dimensione d’amore.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 luglio 2020
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