The Andre, arriva a Varese il cantautore misterioso
Il ragazzo di cui non si conosce l'identità e diventato famoso per la somiglianza della sua voce a quella di Fabrizio De Andrè sabato sera sarà in scena ai Giardini Estensi

Il ragazzo dal volto nascosto con la voce simile a quella di Fabrizio De Andrè fa tappa a Varese. L’appuntamento è per domani sera (sabato 25 luglio) ai Giardini Estensi dove The Andre, questo il nome che ha scelto per presentarsi al pubblico omaggiando il grande Faber, salirà sul palcoscenico per il suo secondo appuntamento con il pubblico dopo il lockdown. «Il mese scorso ho suonato a Pesaro ed è stato stranissimo. Sono felice di tornare a suonare dal vivo, è una delle cose più belle di questo lavoro».
Diventato noto al grande pubblico proprio per la somiglianza della sua voce con il cantautore di Genova, in seguito ha realizzato le cover di artisti come Ghali, Sfera Ebbasta, Gue Pequeno e Salmo, o nomi dell’indie come Lo Stato Sociale, Coez, Calcutta e Coma Cose riletti in chiave deandriana. A marzo invece, ha pubblicato il suo primo singolo dal titolo “Captatio Benevolentiae”, anticipando l’uscita del suo primo disco con brani inediti. The Andrè non ha mai svelato il suo vero nome, di lui dice solo di essere un ragazzo tra i 20 e i 30 anni della Lombardia.
Hai sempre detto che questo progetto è nato per gioco, a marzo è uscito il tuo primo singolo da solista. Cosa è cambiato?
«Mi sono reso conto che questo gioco delle cover con il tempo non era più divertente. Volevo acquistare una certa dignità artistica e inaugurare una nuova fase creativa. L’ho fatto con l’uscita di questa canzone dove chiedo scusa ai miei ascoltatori per aver cambiato direzione. Credo questa sia stata una evoluzione naturale, forse arrivata anche più tardi del previsto».
Sognavi di fare il cantautore o è nato tutto per caso?
«Avevo il sogno e l’ho abbandonato, poi è successo tutto questo e mi ha permesso di tornare a farlo. Sto cercando di trasformare una cosa nata in modo naturale e goliardico in qualcosa di sensato»
Come mai hai deciso di non svelare la tua identità?
«All’inizio aveva un senso artistico molto forte, volevo essere solo una voce. Ultimamente invece, ho deciso di continuare su questa strada perchè mi fa sentire a mio agio sul palcoscenico, mi sento protetto. Ad ogni modo, il mio volto non è così nascosto, mi si vede abbastanza bene»
Per nascondere il volto sali sul palco con felpa e cappuccio. Come fai con il caldo dell’estate?
«Soffro, soffro tanto. Fortunatamente solitamente si suona di sera ed è più sopportabile».
Quando ti sei reso conto di aver la voce simile a De Andrè?
«L’ho sempre ascoltato moltissimo, ero ossessionato da lui e dalla sua figura e volevo demitizzarla per potermi liberare di lui. Da lì è nato questo progetto. A furia di ascoltarlo poi, ho interiorizzato alcuni dei suoi stilemi e modi di cantare, la mia è solo una tessitura di voce abbastanza vicina alla sua ma non uguale».
Secondo te cosa avrebbe detto Fabrizio De Andrè di questo progetto?
«Me lo hanno chiesto in tanti e ho sempre dato una risposta diversa. Non l’ho conosciuto personalmente ma sono sempre stato un suo fan. Da quello che traspare era una persona ironica e probabilmente capace di apprezzare quello che ho fatto. Oppure no, mi avrebbe mandato a quel paese».
Come sono i rapporti con Dori Ghezzi e la Fondazione Fabrizio De Andrè?
«Molto buoni. Dori Ghezzi è molto carina nei miei confronti, ha capito l’ironia e ci vediamo e incontriamo spesso per organizzare delle iniziative insieme alla fondazione».
Quando uscirà invece il tuo nuovo album (per Mescal e Freak&Chic) ?
«Il lockdown ha bloccato tutto. Al momento non ha ancora un titolo definitivo e non so quando uscirà. Posso dire che ci sono testi e musiche mie. Si tratta di una decina di canzoni alle quali ho lavorato con altri artisti, alcune sono ironiche, altre più serie con una veste diversa da quella che uso di solito».
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