Pfizer, Moderna, AstraZeneca: a Rancio Valcuvia si vaccina fino all’ultima dose

Il centro vaccinale del Nord prosegue la campagna che si attesta a circa 400 somministrazioni al giorno. L’appello: “Venite a vaccinarvi, è sicuro”

A volte al medico tocca curare anche con le parole. E di questi tempi bastano una frase giusta e un sorriso abbozzato sotto alla mascherina per convincere qualche riottoso anziano che i vaccini non solo salvano la vita, ma sono anche sicuri.

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Il centro vaccinale di Rancio a due settimane dall\'apertura 4 di 10

«Sì, purtroppo stiamo registrando delle rinunce. Arrivano persone esitanti e confuse dalla troppa informazione non specialistica sulla materia. Ma il medico in questo momento ha un ruolo fondamentale nella comunicazione e può garantire la corretta informazione per assicurare un’adesione libera e consapevole al vaccino».

Le parole che la dottoressa Emanuela Boschi  (foto sotto) utilizza sono accurate, selezionate per chiarire il concetto.

Così funziona al centro vaccinale di Rancio Valcuvia, alle prese sì con una tendenza alle rinunce attorno al 10%, ma anche con un grande lavoro per vaccinare quante più persone possibile nelle 4 linee vaccinali (più una destinata a far saltare le code ai “superfragili”) che assicurano un’iniezione ogni 5 minuti, 12 ogni ora e per l’intero arco di tempo in cui rimangono aperti i battenti della struttura appositamente montata dall’esercito due settimane fa proprio di fianco alla strada statale della Valcuvia.

Il centro vaccinale di Rancio a due settimane dall\'apertura

Il parcheggio principale, alle 11, è pieno. Ma non ci sono attese, il flusso delle persone arriva costante: si entra dopo il test della temperatura e chi ha difficoltà a deambulare viene accompagnato in auto mentre per tutti gli altri è necessario seguire la passerella nera in metallo: è quella la bussola per entrare nell’atrio riscaldato dove non c’è ressa e i cittadini vengono accolti da un nutrito apparato che va dai militari del corpo di reazione rapida della Nato ai volontari della protezione civile dei paesi della Valle coordinati da Comunità Montana. Poi ci sono i carabinieri della stazione di Cuvio (e della compagnia di Luino) oltre ai colleghi della polizia locale di Rancio: ognuno ha una mansione. La dottoressa Boschi è la responsabile sanitaria del centro vaccinale, una dirigente medico della Asst Sette Laghi.

Spiega: «Il centro è calibrato per 1440 vaccinazioni al giorno, con una potenzialità di 10 linee vaccinali. Oggi ne faremo circa 400 dal momento che le vaccinazioni sono proporzionate alla disponibilità dei vaccini. Siamo aperti dalle 8 alle 20». In questi giorni diversi cittadini si interrogano per chiedere quale tipo di vaccino potranno fare.

Ma, dottoressa, gli utenti possono scegliere quali vaccini fare? «No, l’utente non può scegliere il vaccino, perché l’offerta viene modulata a seconda delle varie categorie di pazienti. Ma non viene buttato nulla: i vaccini vengono preparati e soprattutto i vaccini Moderna, se in esubero vengono somministrati il giorno successivo. Certo, la mancata vaccinazione delle persone che hanno preso l’appuntamento produce uno sforzo organizzativo piuttosto importante, a cui puntualmente facciamo fronte».

I vaccini che vengono inoculati a Rancio Valcuvia sono dunque tre: AstraZeneca, Pfizer Moderna, ma in quest’ultimo caso il vaccino spesso viene preparato e utilizzato per le vaccinazioni domiciliari perché risulta più resistente agli squilibri termici, mentre Pfizer è più delicato e viene somministrato sul posto poiché ha una durata attorno alle 6 ore. Ora sono in corso le vaccinazioni egli over 75, dal 16 aprile cominceranno quelle della fascia 70-74 anni.

Andrea Camurani
andrea.camurani@varesenews.it

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Pubblicato il 15 Aprile 2021
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