Da Varese a Saronno: Cgil in presidio per condannare l’assalto di Roma
Porte aperte, bandiere e messaggi di solidarietà. All'indomani dell'attacco nella sede romana del sindacato in molti hanno aderito al presidio di protesta. Filetti: "Gruppi neofascisti da troppo tempo liberi di muoversi e aggregarsi»
Una presenza numerosa per dare un segnale chiaro di condanna verso la violenza e le intimidazioni. Le principali sedi Cgil della provincia hanno aperto le porte questa mattina per protestare contro l’assalto alla Cgil di Roma avvenuto nella serata di ieri, al termine di una giornata di scontri, per mano di alcuni manifestanti di Forza Nuova e dei movimenti no-vax e no-green pass.
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Un attacco che il leader del sindacato, Maurizio Landini, ha definito senza mezzi termini un «atto di squadrismo fascista».
Come in molte altre città italiane anche nel Varesotto i rappresentanti dei sindacati – Cgil, Cisl e Uil – hanno risposto con la presenza all’invito di Landini ad aprire tutte le sedi sindacali in segno di presidio. Bandiere e solidarietà non sono mancate nelle sedi di Varese, Gallarate, Saronno e Busto Arsizio. Presenti al presidio anche cittadini, associazioni, rappresentanti di alcuni partiti del centrosinistra e i sindaci di Varese, Davide Galimberti e di Saronno Augusto Airoldi.
«I gravi accadimenti di ieri ci uniscono per respingere in maniera definitiva il pensiero e le azioni di gruppi neofascisti che da troppo tempo sono liberi di muoversi e aggregarsi – ha dichiarato Stefania Filetti, segretario provinciale Cgil -. La Costituzione italiana dice chiaramente che sono fuori dalla legge perché lo sono il fascismo e il nazismo».
Il 16 ottobre a Roma è stata convocata una manifestazione per chiedere lo scioglimento delle organizzazioni di stampo neofascista e neonazista.
(Nella foto in alto da sinistra Antonio Massafra, Uil, Stefania Filetti, Cgil e Daniele Magon, Cisl dei Laghi).
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