L’amicizia che non muore: dopo mezzo secolo si ritrovano le “bimbe di San Fermo”

Una serata speciale per un gruppo di ex allieve della scuola elementare di San Fermo che dopo 50 anni, grazie ai social, si sono riabbracciate

Generica 2020

Si erano lasciate sui banchi della scuola elementare di San Fermo con le trecce, i codini, gli occhioni spalancati sul futuro. Si sono ritrovate, dopo mezzo secolo, ognuna con la sua storia alle spalle, le sue fatiche, i dolori, gli amori, e la sorpresa di scoprire che quel prezioso filo di amicizia che le univa non si è mai spezzato.

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Le “bambine di San Fermo”, ieri e oggi 4 di 12

Quella che si è consumata venerdì sera in un locale di Induno Olona non è stata una semplice pizzata tra amiche, ma un vero e proprio viaggio nel tempo per Lucia e Patrizia, che grazie ai social qualche mese fa hanno rintracciato e contattato le compagne di classe delle scuole elementari e sono riuscite a radunarle per una cena speciale. Le “bimbe di San Fermo” si sono riabbracciate e per una sera sono tornate in quel clima semplice ma vero e sereno che è stata la loro infanzia nel quartiere di Varese che per tanti era un problema, ma per loro era casa, gioco, amicizia.

«È stato veramente emozionante ritrovarci dopo 50 anni – è il pensiero condiviso di tutte le signore presenti (oltre agli accompagnatori, un solo maschietto) – I pensieri più o meno vividi sono tornati al quartiere di San Fermo negli anni 60 dove noi bambini tutti i giorni ci ritrovavamo nelle case, nei cortili e sulle scale dei nostri palazzi per stare insieme. Ogni giorno un gioco diverso e soprattutto ne inventavamo di nuovi e fantasiosi. Tralasciando problemi, difficoltà e sacrifici che molte delle nostre famiglie hanno dovuto sopportare, quello che ci è venuto spontaneo sottolineare è stata la nostra spensieratezza di bambini che abbiamo ritrovato in questa serata. Un tuffo nel passato che ha risvegliato i ricordi più belli della nostra infanzia quando ci divertivamo con niente e la cosa più bella era stare insieme, quando i compagni ci portavano i compiti a casa se eravamo malati e ci suggerivano le risposte durante le interrogazioni… un periodo magico, autentico, con persone speciali allora come adesso».

San Fermo torna e ritorna nei ricordi di tutte: «Lì siamo cresciute tutte, un quartiere difficile, dove bastava un niente per finire dall’altra parte, quella marcia, quella dove negli anni 80 si moriva di eroina. Dobbiamo ringraziare le nostre famiglie e i nostri genitori, gente umile ma gran lavoratori, amanti della famiglia e delle regole che sicuramente ci hanno trasmesso valori veri e sani. San Fermo era fatto anche e soprattutto di queste persone, e oggi possiamo dire che ci è andata bene».

«Che bella serata – concordano tutte – non abbiamo avuto minimamente la sensazione che fossero passati 50 anni. E’ stato come se ci fossimo riviste dopo le vacanze estive e fossimo pronte a ricominciare un anno scolastico, con i sorrisi e le espressioni di un tempo».

 

 

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Pubblicato il 09 Novembre 2021
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Commenti

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  1. Dibi
    Scritto da Dibi

    Bellissimo l’articolo sulla scuola di San Fermo. Certamente si tratta della elementare IV novembre, che anche io ho frequentato a partire dal 1975.
    Nell’articolo si vedono tutti grembiuli bianchi perché le classi erano divise per genere, mentre io che sono arrivato qualche anno dopo ho frequentato una classe mista: grembiule nero ai maschi e bianco alle femminucce.
    La maestra in questione non si vede bene perché la foto non si ingrandisce, dovrebbe trattarsi della maestra Crestoni o della maestra Tommasello. Quest’ultima potrebbe secondo me essere ancora viva. Bellissima la San Fermo di quegli anni, come tutti i quartieri popolari, nei quali si insegna la tolleranza e l’integrazione.


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