A Busto Arsizio c’è un muro che ha salvato 100 donne
Realizzato nel 2017 si è arricchito di opere d'arte che fanno riflettere chiunque ci passa davanti. Molte donne hanno trovato il coraggio di farsi aiutare dopo aver visto lì il numero del centro antiviolenza
Non tutti i muri sono uguali e non tutti i muri servono per chiudere qualcosa al suo interno. A volte servono a liberare come è accaduto a Busto Arsizio dove almeno cento donne possono dire di essere state salvate o liberate da un muro, dedicato proprio a loro e che in questi anni nessuno ha mai imbrattato.
La struttura di cui parliamo è quella che fa da recinzione della parte estiva della piscina Manara e corre per alcune decine di metri proprio dirimpetto al piazzale dei Bersaglieri che ospita il mercato settimanale: «Abbiamo scelto questo muro proprio per il grande passaggio di persone. Ricordo quando Shahrokh Farhanghi venne a chiedermi di dedicare un luogo alle donne vittime di violenza» – ha detto il sindaco Emanuele Antonelli questa mattina, 8 marzo, in occasione della posa di una nuova opera.
Amnesty International, infatti, ha chiamato tutti a rapporto, in occasione della Festa della Donna, per presentare la nuova opera e il nuovo striscione che recita “per ogni donna uccida nasca una duratura memoria di bellezza e di pace”. Il muro, dal 2016, viene arricchito di nuove opere dedicate alle donne, realizzate da artisti e da studenti. La presenza dello striscione col numero di Eva Odv è stato molto importante come ha raccontato Cinzia di Pilla, coordinatrice dell’associazione che assiste donne maltrattate: «Ho fatto una ricerca nei nostri archivi e ho scoperto che almeno un centinaio di donne ci hanno contattato dopo aver visto il muro di piazzale dei Bersaglieri». All’evento ha preso parte anche Emilia Barni, nuova presidente dell’associazione Eva Odv: «Tutti gli eventi di sensibilizzazione aiutano a far emergere il fenomeno della violenza. È importante che se ne parli».
Proprio a lei, questa sera, le verrà consegnato un premio dedicato alle donne, per il suo impegno (giorno e notte) a favore delle donne vittime di violenza. Accanto a lei, questa mattina, erano presenti anche le assessore ai Servizi Sociali Paola Reguzzoni e Cinzia Cerana alle Pari Opportunità oltre all’eurodeputata di Busto Arsizio Isabella Tovaglieri. Tutte e tre hanno ribadito che il muro delle donne continuerà ad essere un punto di riferimento per la città ma hanno anche sottolineato come il vento stia cambiando con due donne ai vertici della politica italiana: «Entrambe sono a capo del loro partito e una è anche Presidente del Consiglio» – riferendosi a Giorgia Meloni e Elly Schlein.
Tuttavia di strada da fare ce n’è ancora molta, i femminicidi non accennano a diminuire «150 ogni anno con un preoccupante aumento della violenza nel periodo della pandemia» – ha ricordato Marinella Bistoni di Amnesty International Varese. Questa mattina una nuova opera è stata posizionata, realizzata dagli studenti delle scuole Olga Fiorini di Busto Arsizio proprio a significare che di strada da fare ce n’è ancora tanta.
L’articolo che ne raccontò la nascita
Un muro per le donne: “La bellezza dell’arte contro l’orrore della violenza”
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