“Aprirsi alla conoscenza per favorire l’integrazione”: le storie dei volontari di Refugees Welcome Varese

In tre anni sono stati accolti 12 giovani stranieri per aiutarli a integrarsi. Vengono ospitati per periodi che variano dai 6 ai 12 mesi quando raggiungono la piena autonomia

In tre anni hanno accolto una dozzina di giovani rifugiati. Sono tutti volontari che credono nell’importanza della solidarietà e del sostegno verso chi ricomincia una vita nuova.
Non si sono mai fermati, nemmeno durante le fasi più critiche della pandemia, attivando la rete solidale davanti a ogni richiesta o emergenza: « Grazie alla rete riusciamo spesso a trovare una soluzione – spiega Marta Mainini, responsabile di Refugees Welcome Varese – Non siamo certo un gruppo grande, abbiamo vicino Milano dove l’organizzazione è più strutturata, ma siamo sempre attivi».

L’accoglienza che propone  Refugees Welcome, associazione nata a Berlino nove anni fa per costruire una rete dal basso,  è quella di privati cittadini che credono nel confronto e nella conoscenza reciproca: « Io mi sono avvicinata all’associazione perchè le immagini che vedevo in televisione mi colpivano come cittadina e come essere umano – spiega Tiziana Basso Roi – Ho cercato in rete e ho trovato Refugees Welcome. Mi sono proposta come attivista ma poi ho accolto a casa mia un giovane che doveva lasciare il centro d’accoglienza. È un’esperienza molto positiva. Oggi mi sento sua zia, sono per lui un punto di riferimento per districarsi nella burocrazia italiana, tra le tante incombenze. Abbiamo superato insieme mille difficoltà e oggi lui ha un lavoro e sta cercando casa per iniziare la sua vita indipendente».

Quella dell’abitazione è una delle maggiori criticità: « È tra gli ostacoli più difficili – commenta Marta Mainini – Anche se hanno un lavoro, uno stipendio e capacità economica, si scontrano contro tanta diffidenza. C’è poca voglia di affittare loro. In questo modo il percorso di autonomia si allunga».

I ragazzi che vengono accolti sono tutti in regola con i documenti, sono maggiorenni e hanno ottenuto una formazione linguistica  di base e, a volte, anche lavorativa: « L’ostacolo è quello abitativo perchè, più o meno, il lavoro si trova. È una situazione strana, inspiegabile perchè lo scorso anno, con l’arrivo di tanti profughi dall’Ucraina, abbiamo visto una grande solidarietà e molta disponibilità. C’è un divario tra le due situazioni e, a livello razionale, non si comprende».

refugees welcome varese

All’interno dell’organizzazione c’è chi si occupa dei giovani da inserire e chi verifica la disponibilità delle famiglie: « Io sono incaricata di valutare l’offerta dei candidati che vogliono accogliere – spiega Tiziana Basso Roi – Li incontro, li ascolto e verifico le potenzialità della loro casa. Ci sono dei paletti e dei presupposti indispensabili perchè l’accoglienza possa avvenire».

L’obiettivo, oltre a sostenere il giovane nel costruirsi un futuro, è anche quello di creare un legame : « Integrare vuol dire comprendersi e accettarsi – commenta ancora Tiziana – Vuol dire che loro devono imparare a conoscere il paese in cui stanno vivendo, a rispettarlo accogliendone le regole. Ma, anche da parte nostra, c’è la volontà di aiutarli a superare gli ostacoli, una burocrazia a volte davvero ostica. E in questo rapporto si pongono le basi per il legame che continuerà anche dopo, una volta divenuti autonomi».

Nella loro pur giovane storia, Refugees Welcome Varese ha già diverse esperienze di autonomia raggiunta, ci sono stati matrimoni, l’avvio di nuclei famigliari: « Quello che accomuna ciascuno dei volontari – commenta Marta – è il desiderio di aprirsi alla conoscenza, di superare le resistenze e sperimentare una relazione che porti a costruire legami durevoli».

I volontari di Refugees Welcome si ritrovano una volta al mese per scambiarsi pareri, consigli, affrontare le nuove richieste e superare gli ostacoli. Presenti ci sono anche i giovani rifugiati che fanno ormai parte della grande famiglia varesina.
La rete dei volontari è in continua espansione ma non c’è limite: maggiore è il consenso più facilmente si troveranno soluzioni per avviare un futuro nuovo.

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Alessandra Toni
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Sono una redattrice anziana, protagonista della grande crescita di questa testata. La nostra forza sono i lettori a cui chiediamo un patto di alleanza per continuare a crescere insieme.

Pubblicato il 08 Aprile 2023
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