“Ho tenuto in braccio Pier Silvio e comprato casa da suo padre Silvio Berlusconi“. Ricordo indelebile
Maria Ebe Argenti, lettrice di Varesenews e scrittrice, ricorda in un romanzo il suo rapporto col famoso imprenditore e politico recentemente scomparso. Frammenti di vita fra Milano e Varese
Egregio direttore,
Accadde a Milano, in primavera di cinquantaquattro anni fa. Tenevo tra le braccia un neonato dagli occhi azzurri, già sorridente e bellissimo. Felicemente commossa fino alle lacrime, con tutto l’amore possibile gli auguravo lunga vita, successi e serenità mentre lo riadagiavo nel passeggino, aspettando la sua mamma che venne subito a riprenderlo. Quel bimbo era Pier Silvio, figlio del Dott. Berlusconi per il quale ciascuno di noi noi, abitanti in vis Alciati 7, provava rispetto, riconoscenza e affetto.
Nel momento in cui se ne va una persona come lui, sono certa che se ne vada pure una parte di tutti coloro che lo abbiano tanto stimato. Lo conobbi nel 1964, ma vorrei proseguire riportando un breve tratto del mio libro, edito in proprio, durante il Covid-19.
“[… …] quando un test di gravidanza annunciò il secondo arrivo, la nostra abitazione ci parve inadeguata: l’avremmo preferita in una zona dotata di scuole, quindi più adatta alla nostra famiglia. Visitammo alcuni cantieri, finché un giovane impresario edile, il dottor Silvio Berlusconi, ci propose un ampio appartamento in un palazzo nuovo con giardino antistante e, colpo di fortuna, ubicato in un contesto urbano allargato ad ogni approccio scolastico. Davvero splendido. Allora, perché esitare? Per il costo elevato? «Niente che non si possa risolvere» decise il nostro formidabile impresario e, sapendo che mio marito era comproprietario di una ditta di famiglia costruttrice di cavi elettrici, ipotizzò che in qualche cassetto giacessero chissà quante “cambiali” di clienti inattendibili e suggerì di portargliele, affinché i suoi avvocati provvedessero a recuperare il credito. Lui lo avrebbe ritenuto come acconto mentre a noi sarebbe rimasto il residuo da saldare con comodo, senza interessi. Una proposta davvero intrigante, soprattutto assai conveniente e l’acciuffammo al volo. Anche il dott. Berlusconi aveva creato la sua dolce dimora: un attico squisitamente romantico per due cuori con il medesimo senso del ritmo e, una sera, c’invitò a fare quattro chiacchiere. L’attico svolgeva l’ipotesi di estetica e funzionalità. Una chitarra curiosamente appesa alla parete del soggiorno, catturò la nostra attenzione: era un cimelio a testimonianza dei primi profitti contabili del giovanissimo Silvio, quando s’imbarcò a Genova come cantante-intrattenitore su una grande nave da crociera, improvvisando canzoni per le singole persone e strimpellando proprio la chitarra che noi stavamo ammirando. Sua moglie, la signora Carla, era deliziosa, perfetta padrona di casa con una particolare propensione per le parrucche di varie fogge e colore; ogni giorno, ne utilizzava una differente per cui, incontrandola, avevo alcune difficoltà ad identificare all’istante la gentile top model che mi stava salutando. Pertanto, la mia perplessità nello scambio dei saluti ci divertiva molto. In breve, quel prestigioso condominio vide nascere una figlia ed un figlio dei coniugi Berlusconi ed anche le nostre due figlie. Dunque, nella sua configurazione più limpida e smagliante, la mia famiglia stava già mostrando il volto della completezza. La percezione di essere mamma di tre bambini mi dava una forza incredibile, una specie di fervore che non si attenuava neppure la notte, mentre io adoravo stare accanto a loro, in un dialogo mentale che non si poteva fermare.[… …]”
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* SILVIO BERLUSCONI (Milano, 29.9.1936), Intrattenitore su navi da crociera, Laurea in Giurisprudenza (1961), fondò la Cantieri Riuniti Milanesi col socio Piero Canali (1961), sposò Carla Dall’Oglio (6.3.1965) ed ebbero due figli.
Il Dott. Silvio Berlusconi, per tutto ciò che ha fatto e per tutto ciò che ha subito, è stato ed è ancora il mio idolo. Mi diceva: “Mai trasformare il desiderio in un sogno, ma perfezionarlo in un progetto. Così il desiderio diventerà realtà ed io sarei felice di poterla aiutare”. Di desideri, mio marito ed io ne abbiamo avuti tanti. Tuttavia, per realizzarli, ci siamo dovuti allontanare dalla ditta di famiglia costruttrice di cavi elettrici. Quindi ci siamo trasferiti a Varese. Ora i nostri figli sono laureati, sposati e noi siamo nonni di undici adorabili nipoti. Nessuna richiesta al dott. Berlusconi, che già ci aveva agevolato nell’acquisto dell’appartamento. Nel 1994 gli scrissi una lettera, per esprimere la nostra felicità per la sua discesa in campo politico; lui rispose subito e, con altrettanto entusiasmo, augurò ogni bene a me, a mio marito e ai nostri figli. Ho seguito sempre con grande interesse ogni accadimento inerente alla vita funambolesca del Dott. Silvio Berlusconi fino al suo incontro con Dio. E sempre lo avrò nei miei pensieri, che vorrei poter condividere con il suo amatissimo figlio Pier Silvio, per il quale ancora mi s’illumina di gioia quell’antico Ricordo indelebile.
Maria Ebe Argenti
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