Varese e Brase, il divorzio servito con parole al miele
Comunicato notturno a sancire l'addio dell'allenatore che parla di "stagione magica che porterò sempre con me". Scola lo ringrazia, il coach ha firmato in NBA
Sarà il caldo di questi giorni che non si concilia con il sonno, sarà che una delle parti è attualmente in Nevada o in Arizona o in Pennsylvania dove il fuso orario è ben diverso, sta di fatto che il divorzio tra la Pallacanestro Varese e Matt Brase si consuma nella notte italiana. È la 1.18 quando una mail dell’ufficio stampa biancorosso imbottita di belle parole comunica che il coach di Tucson non sarà l’allenatore della prossima stagione.
Lo dice lui stesso, Matt Brase, che spiega ai tifosi come «dall’inizio alla fine mi avete apprezzato e mi avete fatto sentire a casa. È stata una stagione magica, con ricordi che porterò sempre con me». Curioso che non abbia voluto fare il bis, con un contratto in mano che gli avrebbe consentito di vivere ancora giornate che lo avrebbe fatto nuovamente «fortunato ad aver partecipato ad una piccola parte della vostra ricca storia».
Nelle parole inviate d’Oltreoceano Brase ringrazia (qui è indubbiamente sincero) le persone che lo hanno affiancato lo scorso anno a livello di staff – da Paolo Galbiati a Hermann Mandole, da Stefano Corengia a Stefano Bianchi – e poi sottolinea la leadership di Luis Scola e l’amicizia con Toto Bulgheroni. «Ai giocatori, grazie per il vostro impegno, per l’energia e l’entusiasmo che avete portato in ogni partita. È stato un onore guidarvi».
Anche la società si congeda senza polemiche, anzi: Brase è ringraziato «per il lavoro svolto con passione durante l’anno ed è orgogliosa di avergli dato la possibilità di mettere in mostra le qualità che gli sono valse l’opportunità di tornare oltreoceano. La società augura a coach Brase tutte le migliori fortune per il suo futuro professionale».
Scola rincara la dose… in positivo parlando del tecnico come di un «elemento cruciale per il nostro successo la scorsa stagione e lo ringraziamo per tutto quello che ha fatto per noi. Siamo molto felici che abbia una grande opportunità per continuare la sua carriera in NBA e continuare a crescere lì» confermando indirettamente quello che ormai è un segreto di Pulcinella. Ovvero che Brase, alla fine, ha trovato un posto su una panchina NBA (a Philadelphia, parrebbe, anche se i Sixers hanno appena aggiunto Bryan Gates al proprio staff) con tanti saluti agli accordi in essere e alla clausola che gli consentiva l’addio al 30 giugno.
Le considerazioni a caldo che si possono fare, in positivo, sono due: se il tenore del comunicato è di questo genere, è possibile che le parti si siano parlate e Varese abbia – almeno – trovato il modo di farsi risarcire senza allertare gli avvocati; se in piazzale Gramsci c’è davvero la serenità contenuta nel comunicato è probabile che Scola abbia già in mano la prossima carta da calare per quanto riguarda la panchina. Vedremo se verso le 2 o le 3 di domattina – dato che il ritmo è quello – ci saranno novità.
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