Alla Beko volumi in calo e lavoratori in cassa integrazione. La rsu chiede confronto urgente al Ministero
È in arrivo un nuovo amministratore delegato alla guida degli stabilimenti europei della multinazionale turca.
Non bastano gli investimenti annunciati e le nuove piattaforme in arrivo: a Cassinetta i lavoratori Beko Europe vivono settimane di preoccupazione. Tra produzioni dimezzate, ammortizzatori in aumento e prospettive incerte, la Rsu ha deciso di portare la questione direttamente al Ministero.
La decisione è stata presa dai rappresentanti sindacali di categoria in seguito all’incontro avvenuto il 18 settembre a Cassinetta per il monitoraggio del piano industriale tra azienda, Rsu (rappresentanza sindacale unitaria) e segreterie territoriali.
IN ARRIVO UN NUOVO AMMINISTRATORE DELEGATO
L’azienda ha annunciato l’arrivo, a partire dal 1° ottobre, di un nuovo amministratore delegato alla guida degli stabilimenti europei, ma il quadro resta critico: Beko, pur primo produttore europeo di elettrodomestici, continua a registrare cali di vendita per la concorrenza asiatica a basso costo. Per lo stabilimento varesino la saturazione media resta sotto il 50%, con particolare sofferenza nella fabbrica forni. Avviati investimenti su frigoriferi, forni e microonde, ma la riduzione dei costi di produzione non è sufficiente a raggiungere gli obiettivi.
TURNO UNICO DIURNO PER I FRIGORIFERI
Confermato inoltre che da dicembre 2025 tutte le linee frigoriferi passeranno a turno unico diurno, scelta che accompagnerà le uscite incentivate e i pensionamenti volontari previsti dall’accordo del 14 aprile scorso. Le previsioni 2026 parlano di stabilità per frigoriferi e microonde, con una commessa da 20mila forni G45 dalla Turchia.
SITUAZIONE DIFFICILE ALLA FABBRICA FORNI
Restano invece gravi le difficoltà per la fabbrica forni: la nuova piattaforma Vesuvio, prevista per il 2027, potrebbe essere anticipata, ma intanto cresce l’uso degli ammortizzatori sociali. Secondo la Rsu, le perdite di volumi rischiano di vanificare i sacrifici sostenuti dai lavoratori con riduzioni di orario, uscite incentivate e contratti di solidarietà. Secondo i sindacati di categoria, Fim Cisl dei laghi, Fiom cgil e Uilm Uil, senza azioni correttive, la centralità di Cassinetta nella strategia del gruppo potrebbe essere compromessa.
La delegazione sindacale ha quindi chiesto con urgenza un incontro al Ministero, anche con la presenza delle istituzioni, per verificare il rispetto degli accordi. Nei prossimi giorni si terrà una riunione Rsu con le segreterie territoriali; eventuali nuove iniziative saranno comunicate dopo il confronto al Mimit.
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