Arresti per il caso 167Gang: chiesto il Riesame a Milano anche per Vasi e il suo braccio destro
Fissata l’udienza al tribunale della Libertà anche per le misure cautelari personali e reali a carico di Maicol Traetta, uno dei due volti della band trap finita nell'inchiesta dell'Antidroga di Varese
È fissata per mercoledì prossimo, 5 novembre l’udienza al tribunale del Riesame di Milano per Maicol Traetta, rapper trentenne arrestato in flagranza di reato per possesso di droga e munizioni, a seguito di una perquisizione dell’Antidroga nella sua abitazione.
L’intervento è avvenuto durante l’esecuzione delle misure cautelari dell’inchiesta “Note stonate”, che ha portato in carcere 14 persone (11 su ordinanza e 3 in flagranza) oltre a numerosi indagati sottoposti all’obbligo di firma.
Tra le posizioni più rilevanti figura quella di Mattia Oliverio, rimasto in carcere dopo l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice Marcello Buffa.
Fra gli arresti eccellenti compare anche lo stesso Traetta, partner artistico di Oliverio, entrambi protagonisti dei videoclip della 167Gang, gruppo trap/hip hop che – secondo la Procura di Varese – avrebbe gestito un giro di rifornimento di armi da guerra ai pusher attivi nella zona sud della provincia, oltre a occuparsi direttamente di una parte dello spaccio di droga tra le province di Varese e Milano.
Il legale di Traetta, l’avvocato Corrado Viazzo, ha presentato subito un’istanza al Riesame per chiedere la revoca della misura cautelare, contestando sia il possesso della droga – che l’indagato sostiene appartenere alla fidanzata per uso personale – sia la detenzione delle munizioni trovate in casa, proiettili di vario calibro che, secondo la difesa, sarebbero stati semplici oggetti di scena utilizzati nei videoclip musicali del gruppo.
Un esercizio discutibile di stile, ma pur sempre una fiction, inoltre i proiettili trovati in casa dalla polizia durante l’accesso nella sua abitazione servivano solo come corredo scenico.
Il giudice, tuttavia, non ha ritenuto credibile la versione e ha disposto la custodia cautelare in carcere, decisione che la difesa ha impugnato insieme al sequestro del cellulare dell’indagato. Sarà dunque il tribunale del Riesame a pronunciarsi su entrambe le eccezioni.
Davanti al tribunale della Libertà finirà anche il caso di Filadelfio Vasi, coinvolto nella stessa inchiesta come presunto mandante dell’incendio avvenuto lo scorso aprile alla sede della 167 di Malnate, quando del liquido infiammabile fu versato contro la porta dei locali del gruppo musicale. Un gesto che la Procura interpreta come un’estorsione, sebbene il movente resti ancora indefinito.
Anche in questo caso l’avvocato Viazzo ha chiesto un alleggerimento della misura cautelare per lui e per il presunto esecutore materiale del rogo, considerato il braccio destro di Vasi.
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