Il prefetto Pasquariello premiato dal Lions Club Varese Prealpi: un richiamo al senso del dovere per il futuro del Paese

Al Golf Club di Luvinate consegnata la Melvin Jones Fellow al prefetto di Varese. Nel suo intervento un richiamo ai valori del servizio pubblico e un’analisi sul disagio giovanile

Claudio Martelli alle Ville Ponti

«Questo Paese non si salverà. La stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere». Con questa frase di Aldo Moro, il prefetto Salvatore Rosario Pasquariello ha chiuso il suo intervento al Lions Club Varese Prealpi, dopo aver ricevuto l’onorificenza Melvin Jones Fellow «per il suo costante impegno a favore della comunità e del servizio pubblico».
La cerimonia si è svolta al Golf Club di Luvinate, alla presenza di numerosi soci del Lions Club e di diverse autorità locali, tra cui Gertrude Corsaro, capo di Gabinetto della Prefettura.

IL DISAGIO GIOVANILE

«Con questa onorificenza vogliamo riconoscere il profondo impegno del prefetto Salvatore Pasquariello, che con il suo lavoro quotidiano contribuisce in modo significativo alla crescita e alla sicurezza della nostra provincia. Il suo esempio di dedizione e servizio è un modello per tutti noi», ha dichiarato Giovanni Sessa, presidente del Lions Club Varese Prealpi.
Il prefetto ha espresso gratitudine per il riconoscimento, sottolineando il valore del servizio alla comunità e del lavoro di squadra per il raggiungimento di obiettivi comuni. Ha poi affrontato il tema del disagio giovanile, tornato di grande attualità alla luce dei recenti fatti di cronaca.
Nel suo discorso, Pasquariello ha ricordato come da sempre gli adulti guardino ai giovani con preoccupazione. Ha citato alcune frasi, vere e proprie “lamentazioni”, che potrebbero sembrare titoli di giornali attuali, ma che risalgono a epoche lontanissime: da Socrate, nato nel 470 a.C., a Esiodo, poeta dell’VIII secolo a.C., fino a scritti provenienti dall’antico Egitto di 2000 anni prima di Cristo e a iscrizioni babilonesi di 3000 anni fa.
Citando il professor Franco Nembrini, il prefetto ha osservato: «È un bel problema, su questo non si discute, ma è da molto tempo che è così».

IL CONTESTO FAMILIARE

L’educazione è dunque un tema antico, ma oggi assume forme nuove che richiedono attenzione. «Nella provincia di Varese non esistono vere baby gang strutturate, ma episodi di microcriminalità giovanile sono diffusi soprattutto in stazioni e aree centrali: risse, bullismo, vandalismi, piccoli furti, uso di alcol e droghe».
Richiamando studi del Ministero dell’Interno, Pasquariello ha evidenziato come molti ragazzi coinvolti in comportamenti devianti provengano da contesti familiari fragili, con scarse opportunità, difficoltà scolastiche e solitudine. A questo si aggiunge il ruolo dei social, che amplificano emulazione, ricerca di notorietà e dinamiche di branco. Il disagio non riguarda solo le aree più problematiche, ma coinvolge anche giovani provenienti da famiglie economicamente stabili. Per questo la sola repressione è insufficiente, servono interventi educativi coordinati tra scuole, famiglie, servizi sociali, enti locali e forze dell’ordine.

IL PROTOCOLLO SOTTOSCRITTO DALLA PREFETTURA

A Varese è stato sviluppato un ampio protocollo che coinvolge Prefettura, scuole, università, diocesi, comuni e molte altre realtà: patentino digitale per l’uso dello smartphone, percorsi contro bullismo e dipendenze, monitoraggio della dispersione scolastica, ascolto degli studenti, progetti sportivi e iniziative come “Ragazzi On The Road”, che avvicina i giovani alle istituzioni. Resta centrale il ruolo della famiglia: genitori spesso impreparati, a volte veri e propri “adultescenti”, faticano a dare regole e presenza. In un tempo dominato dai media digitali, l’educazione deve partire dall’infanzia, promuovendo rispetto, senso del dovere, legalità e un uso consapevole della tecnologia.

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Michele Mancino
michele.mancino@varesenews.it

Il lettore merita rispetto. Ecco perché racconto i fatti usando un linguaggio democratico, non mi innamoro delle parole, studio tanto e chiedo scusa quando sbaglio.

Pubblicato il 21 Novembre 2025
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