Bilancio di Varese, la maggioranza diserta il Consiglio e la Lega si dichiara: “Pronta a ritirare gli emendamenti se si parla di sicurezza”
Lo stallo del consiglio sul bilancio comunale di Varese entra in una nuova fase: dopo due giorni di tensione e una seduta che ha visto la minoranza spaccarsi, arriva una decisione estrema e un possibile spiraglio di trattativa
Lo stallo sul bilancio comunale di Varese entra in una nuova fase. Dopo due giorni di tensione nelle sedute di bilancio e una seduta consiliare che ha visto la minoranza spaccarsi, con la Lega rimasta isolata sui banchi dell’opposizione, arriva una decisione estrema e un possibile spiraglio: la defezione anche della maggioranza e la proposta della Lega di valutare gli emendamenti sulla sicurezza come terreno di trattativa.
La decisione della maggioranza: Consiglio deserto fino a un accordo
Il primo, pesantissimo, passo in avanti (se così lo si può chiamare…) arriva da una nota del sindaco e dei capigruppo di maggioranza, che hanno annunciato l’intenzione di non partecipare più alle sedute consiliari fino al raggiungimento di un’intesa che sciolga la questione dei 2000 emendamenti da vagliare. Una scelta senza precedenti nella storia del Comune di Varese, motivata da quella che l’amministrazione definisce “l’arroganza” dei quattro consiglieri leghisti Angei, Monti, Bison e Parravicini.
«Il Comune e una intera città da 80mila abitanti sono bloccati da 4 consiglieri comunali della Lega – attacca la maggioranza in una nota durissima, denunciando – “2000 emendamenti privi di concretezza” e un “ostruzionismo” che non riguarda “azioni concrete per i cittadini ma una strategia politica vecchia e inconcludente». La maggioranza sottolinea come siano già state accolte diverse proposte concrete della minoranza, “comprese alcune della Lega” (In particolare, diversi emendamenti di Barbara Bison e Roberto Parravicini, ndr), ma che questo non sia bastato a fermare quella che viene definita “un’indecorosa liturgia di temi vuoti”.
Gli effetti della defezione: seduta nulla finchè i consiglieri non si ripresentano
Ma che effetti avrà sulle prossime sedute la defezione della maggioranza, dopo quella, già annunciata, della minoranza non leghista? Il presidente del Consiglio comunale Alberto Coen Porisini ne ha spiegato la procedura: «Questa sera il Consiglio verrà convocato alle 19, come da ordine del giorno. Verrà fatto un primo appello e se mancherà il numero legale (cioè la presenza di 17 consiglieri, ndr) verrà fatto un secondo appello mezz’ora dopo. Se anche il secondo appello vedrà la mancanza del numero legale, la seduta sarà dichiarata nulla e riconvocata per la sera dopo» Una cerimonia che si ripeterà sera dopo sera, fino a quando non si raggiungerà un accordo.
L’offerta della Lega: sicurezza in cambio del ritiro degli emendamenti
Ed è proprio dopo questo annuncio che la Lega ha lanciato la sua controproposta, che apre uno spiraglio per la trattativa. Il focus è sulla sicurezza, tema su cui il gruppo ha concentrato gran parte dei suoi oltre 1500 emendamenti. «Se il Sindaco vuole davvero aprire un dialogo serio sulla sicurezza, approvando un pacchetto dei nostri emendamenti – dichiarano in una nota della Lega di Varese i consiglieri Emanuele Monti e Stefano Angei, cui fanno capo la quasi totalità degli emendamenti – siamo pronti a ritirare gran parte delle nostre proposte».
Monti e Angei chiedono in particolare: «Maggiori dotazioni per la Polizia Locale e strumenti adeguati per garantire la sicurezza dei cittadini» citando l’esempio del Taser, proposto dalla Lega anni fa e oggi adottato «anche da amministrazioni di centrosinistra come Milano».
La proposta arriva dopo una sfilza di critiche all’amministrazione comunale: in particolare, il gruppo leghista sostiene che «Stiamo assistendo a un vero e proprio tilt politico e amministrativo da parte del sindaco Galimberti e della sua maggioranza» e accusa il sindaco Galimberti: «Invece di confrontarsi direttamente con noi, Galimberti ha tentato un giro largo, prima cercando il favore di parti delle minoranze con l’approvazione di alcuni loro emendamenti, poi provando a intavolare una trattativa con altri gruppi consiliari, escludendo chi rappresenta le istanze reali dei cittadini».
“Per noi la sicurezza non è negoziabile”, ribadiscono, rifiutando “prebende, piccole opere o logiche elettoralistiche”, stigmatizzando di fatto chi ha accettato prima di loro l’approvazione dei loro emendamenti. Il segretario della Lega di Varese, Marco Bordonaro, parla di “anni di mancato ascolto” e rivendica l’esperienza amministrativa del partito: «La Lega ha amministrato Varese per oltre venti anni, garantendo sicurezza e qualità della vita. All’epoca il tema della sicurezza non aveva la criticità attuale». La capogruppo Barbara Bison, smentendo le voci di una spaccatura all’interno dello stesso partito sul metodo assunto per il consiglio sul bilancio, commenta nettamente: «La Lega è compatta e determinata: prima vengono Varese e i varesini».
Il tavolo della trattativa
Ora la palla passa alle trattative riservate. Sindaco e capigruppo di maggioranza si sono dichiarati «Sempre disponibili a riunirsi con i referenti dei vari gruppi di opposizione per superare la situazione di stallo». La Lega ha risposto: «Se il Sindaco vuole davvero aprire un dialogo serio sulla sicurezza, approvando un pacchetto dei nostri emendamenti – dichiarano Monti e Angei – siamo pronti a ritirare gran parte delle nostre proposte. Lo abbiamo detto in aula: nessuno vuole portare il Consiglio allo stallo o pregiudicare l’approvazione del bilancio. Ma serve un confronto diretto, che finora non c’è stato».
La sicurezza diventa così il possibile terreno d’incontro tra le parti. Resta da vedere se e quali emendamenti leghisti sul tema verranno accolti, e se questo sarà sufficiente a sbloccare l’approvazione del bilancio e restituire normalità al Consiglio comunale di Varese.
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