Dalla scuola alla comunità: 50 studenti Acof portano tempo, giochi e speranza alla Casa Gialla di Busto

Grazie al progetto Youth in Action, i ragazzi degli istituti Olga Fiorini trasformano l’impegno sociale in un’esperienza che educa, responsabilizza e lascia il segno, soprattutto tra i più piccoli

Acof olga fiorini

Ogni settimana varcano la soglia della Casa Gialla con giochi, idee e tempo da regalare. Sono cinquanta studenti degli istituti ACOF Olga Fiorini che, attraverso il progetto Youth in Action, hanno scelto di mettersi al servizio dei bambini ospitati nella comunità di Busto Arsizio, trasformando il volontariato in un’esperienza educativa che lascia il segno.

Una delle iniziative più recenti ha riguardato la realizzazione di biglietti di Natale fatti a mano, creati insieme ai piccoli ospiti della struttura, che accoglie bambini da 0 a 6 anni allontanati temporaneamente dalle famiglie a causa di situazioni complesse. Un gesto semplice, ma carico di significato, inserito all’interno di una collaborazione che non ha nulla di episodico. Quella tra ACOF e la Casa Gialla è infatti una sinergia strutturata e continuativa, capace di generare benefici reciproci.

«È un progetto bello, coinvolgente, commovente ma anche sorprendente» spiega Cinzia Ghisellini, manager di ACOF, insieme al fratello Mauro alla guida della scuola. «Da una parte accompagniamo i nostri studenti alla scoperta di una realtà fatta di impegno e anche di sofferenza, nella quale è possibile portare aiuto e sorrisi. Dall’altra siamo noi stessi a ricevere molto, perché anche i ragazzi più complicati, in quel contesto, tirano fuori il meglio di sé».

A coordinare il percorso di Youth in Action sono le docenti Chiara Mascheroni e Irene Pellegatta. L’associazione, nata all’interno degli istituti Olga Fiorini e Marco Pantani, promuove da anni iniziative legate alla cittadinanza attiva, dall’attenzione all’ambiente al rispetto dei diritti, trovando nel volontariato uno spazio sempre più centrale. «Ben cinquanta studenti hanno aderito spontaneamente al progetto con la Casa Gialla – spiega Mascheroni – e, una volta alla settimana, un gruppo di ragazzi si reca in struttura per svolgere attività di volontariato».

Il loro compito è ideare e realizzare giochi e momenti di svago per i bambini, con l’obiettivo di coinvolgerli e regalare loro attimi di serenità. «L’entusiasmo che dimostrano è incredibile – prosegue la docente -. Anzi, spesso accade che gli studenti più agitati in classe siano quelli che, in Casa Gialla, si mostrano più attenti, propositivi e responsabili». Anche per questo motivo, la scuola ha scelto di valorizzare l’esperienza, arrivando in alcuni casi a trasformare le sospensioni dalle lezioni in ore di servizio utile.

La partecipazione al progetto va però oltre il gruppo che opera settimanalmente in struttura. Nel corso dell’anno vengono organizzate attività laboratoriali, giochi, gare e piccole uscite, per consentire a un numero sempre più ampio di studenti di entrare in contatto con quella che le insegnanti definiscono “vita vera”. «È importante sottolineare – aggiunge Mascheroni – che questo volontariato richiede un impegno di tempo significativo. Chi fosse interessato solo ai crediti formativi avrebbe alternative più semplici. Invece questi ragazzi vogliono esserci, fremono per partecipare».

Un segnale forte arriva anche da chi, concluso il percorso scolastico, decide di proseguire autonomamente l’esperienza di volontariato. «Succede più spesso di quanto si pensi – racconta – ed è una soddisfazione enorme». Un contributo importante arriva inoltre dagli studenti del quarto anno dell’istituto di Grafica e Comunicazione, che mettono a disposizione le proprie competenze creative per decorare ambienti e realizzare oggetti regalo, come avvenuto anche in occasione del Natale.

«Questo progetto, così come quelli portati avanti con il Banco La Luna, i City Angels e altre realtà sociali del territorio, nasce con l’obiettivo di aiutare i ragazzi ad alzare lo sguardo oltre la siepe» conclude Cinzia Ghisellini. «Devono capire cosa esiste davvero fuori dal contesto protetto della scuola, mettersi in discussione e vincere quella noia e disillusione che spesso li accompagna. In una società che sembra andare a rotoli, è fondamentale diffondere messaggi di speranza partendo proprio dai giovani». Attività come queste rendono il Natale di ACOF non solo più bello, ma anche profondamente ricco di senso.

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Pubblicato il 24 Dicembre 2025
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