Nutrizione clinica nei percorsi oncologici: approvata in commissione al Senato la norma che introduce lo screening
SINPE, FAVO, AIOM e ACC accolgono con soddisfazione l’approvazione dell'emendamento: “È un risultato fondamentale che migliorerà la qualità delle cure e la vita dei pazienti”. In Lombardia è già obbligatorio
Il provvedimento riconosce in modo concreto il ruolo della valutazione e del supporto nutrizionale nel percorso di cura del paziente oncologico, contribuendo a migliorarne esiti clinici, tollerabilità delle terapie e qualità di vita.
«Promuovere la cultura della nutrizione clinica e lo screening precoce della malnutrizione sono l’essenza del nostro impegno quotidiano – dichiara Antonella Lezo, presidente SINPE – L’approvazione dell’emendamento è un risultato importante da cui ripartire per garantire il diritto alla nutrizione clinica a tutti i pazienti a rischio».
Un risultato atteso da anni
Lo screening nutrizionale era stato richiesto fin dal 2016 con la “Carta dei diritti del paziente oncologico” promossa da FAVO insieme a AIOM e SINPE. L’Accordo Stato-Regioni del 2017 ne aveva ribadito l’urgenza, ma finora solo alcune Regioni, come la Lombardia, lo avevano attuato.
«Finalmente il diritto allo screening nutrizionale viene riconosciuto per legge – afferma Francesco De Lorenzo, presidente FAVO – Un passo necessario per colmare le lacune nell’assistenza ai pazienti oncologici».
Nutrizione clinica: un investimento, non una spesa
È stato approvato in Commissione Bilancio al Senato, l’emendamento 64.3, a prima firma della Senatrice Elena Murelli, che introduce un programma di screening nutrizionale per i pazienti oncologici. Rappresenta anche un segnale culturale importante: la nutrizione viene riconosciuta come parte integrante delle cure, non come un costo accessorio.
«Il mantenimento di uno stato nutrizionale adeguato incide sulla risposta alle terapie e sui costi sanitari – sottolinea Riccardo Caccialanza dell’associaizone Alleanza Contro il Cancro – Intervenire precocemente con lo screening consente di ridurre le complicanze e i ricoveri».
Anche AIOM accoglie con favore il provvedimento, in linea con le linee guida 2024 e con alcune buone pratiche regionali, come in Lombardia, dove lo screening è già obbligatorio negli ospedali.
«Oltre allo screening, è ora fondamentale garantire su tutto il territorio l’accesso uniforme agli alimenti a fini medici speciali – spiega Paolo Pedrazzoli, coordinatore AIOM – La loro efficacia clinica è dimostrata, a fronte di costi contenuti».
Verso un’attuazione uniforme in tutte le Regioni
Le quattro organizzazioni firmatarie ribadiscono la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni per un’attuazione omogenea e concreta della nuova norma. L’obiettivo è fare della nutrizione clinica una parte inscindibile delle cure oncologiche, a beneficio dei pazienti e della sostenibilità del sistema sanitario.
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