A Materia una serata per il futuro delle guide alpine: le borse di studio “Matteo Pasquetto”
Venerdì 23 gennaio, con inizio alle ore 18, un incontro con il Fondo Casa Matteo Varese e la Fondazione Comunitaria del Varesotto per sostenere il percorso delle future guide alpine
Venerdì 23 gennaio, con inizio alle ore 18, la sede di Materia a Castronno (via Confalonieri 5) ospiterà una serata dedicata alla montagna come scelta di vita e di professione. Al centro dell’incontro la quarta edizione della consegna delle borse di studio per aspiranti giovani Guide Alpine, promossa dalla Fondo Casa Matteo Varese, insieme alla Fondazione Comunitaria del Varesotto, nel segno della memoria e dell’esempio di Matteo Pasquetto.
DIVENTARE GUIDA ALPINA
Le borse di studio sono pensate per sostenere un percorso formativo tanto affascinante quanto impegnativo. Diventare guida alpina richiede infatti cinque anni di formazione, con costi importanti. A cominciare dall’acquisto delle attrezzature tecniche, per continuare con le coperture assicurative, l’iscrizione all’Albo Professionale, le spese di permanenza nei rifugi e nei luoghi delle lezioni teoriche e pratiche, oltre ai costi di spostamento. Un investimento significativo che, senza un aiuto concreto, rischia di diventare un ostacolo per molti giovani motivati e capaci.
GUARDARE AVANTI
Sostenere le future guide alpine significa però anche guardare avanti. In una regione come la Lombardia, dove oltre metà del territorio è montuoso, questa professione rappresenta una delle occupazioni del futuro. Viviamo un tempo in cui si riscoprono le Terre Alte, crescono i progetti di valorizzazione e si moltiplicano le iniziative educative rivolte alle scuole e ai giovani, per metterli in ascolto della natura e, attraverso di essa, di se stessi.
Il programma della serata prevede anche un momento culturale con la presentazione del libro La traccia di Toni, scritto a quattro mani da Oliviero Gobbi e Gianluca Gasca. Un racconto che ripercorre la storia di Toni Gobbi, classe 1914, che scelse di abbandonare la carriera di avvocato per seguire la sua vera vocazione: la montagna. A Courmayeur diventò guida alpina, poi maestro di sci e istruttore delle guide.
La serata offrirà anche uno spazio di confronto e approfondimento grazie a una tavola rotonda dedicata al tema “La montagna tra volontariato e professionismo”, occasione per riflettere sulle trasformazioni in atto e sulle responsabilità educative, culturali e professionali legate all’abitare e al vivere la montagna oggi. Interverranno: Fabrizio Pina, istruttore, vicepresidente nazionale e presidente regionale del Collegio delle guide Alpine. Con lui, Simone Cecchi, presidente Associazione italiana guide canyoning (AIGC) e Greta Chiodi presidente del CAI di Laveno Mombello.
LA MONTAGNA COME PROGETTO DI VITA
La serata di Materia è profondamente legata alla figura di Matteo Pasquetto che era a un passo dal completare il suo percorso formativo. La montagna non era solo una passione, ma un vero progetto di vita. Aveva già diversi clienti, alcuni ormai affezionati, che accompagnava tra le Alpi, su falesie e vie di roccia, lungo i sentieri o attraverso i ghiacciai. Aveva il fisico e la testa dell’atleta, ma il cuore batteva soprattutto per il mestiere di guida. Amava dire che uno degli aspetti più belli di questo lavoro è incrociare lo sguardo e assaporare la felicità delle persone quando raggiungono la vetta: «provi la gioia di aver aiutato qualcuno a realizzare il suo sogno». È questo sguardo sull’altro, prima ancora che sulla cima, a rendere profondo il senso dell’iniziativa.
CASA MATTEO
In questo orizzonte si inserisce anche il significato più ampio di Casa Matteo Varese, che nasce da un desiderio chiaro e profondo: una vita buona per i giovani. Un desiderio che è diventato luogo di pensiero, di progettazione e di esperienze concrete, dove adulti e ragazzi possono aprire finestre di speranza e affermare che un futuro buono esiste davvero. Un futuro che si costruisce nelle relazioni, nella cura dell’altro, nel rapporto tra generazioni, nel rispetto del creato, nell’incontro con la bellezza e nel contributo che ciascuno può dare alla vita.
La consegna delle borse di studio “Matteo Pasquetto” sarà così parte di una serata più ampia, che intreccia memoria, formazione e dialogo, e che guarda al futuro della montagna e dei giovani come a un cammino da percorrere insieme, passo dopo passo, verso nuove vette.
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