Si accende il confronto sul Colle di Biumo: tante realtà coinvolte nell’incontro a Palazzo Estense
Oltre 20 i soggetti che hanno partecipato lunedì 5 gennaio alla conferenza di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) convocata in municipio a Varese
Erano oltre 20 le realtà più o meno coinvolte nel territorio a partecipare, lunedì 5 gennaio, alla conferenza di Valutazione Ambientale Strategica dedicata allo sviluppo urbanistico del Colle di Biumo organizzata dall’Amministrazione comunale di Varese.
L’incontro, ospitato in una Sala Giunta di Palazzo Estense a partire dalle 18, ha riunito attorno a un tavolo tutti i protagonisti interessati al destino di quest’area strategica per Varese: più di 20 realtà, tra cui figuravano Camera di Commercio, associazioni di categoria, associazioni come Legambiente, Italia Nostra e Amici della Terra, il FAI ma anche la parrocchia di Biumo e la RSa Maria Immacolata, che ha sede nel cuore del borgo di Biumo Superiore.
La convocazione della conferenza rappresenta il primo atto concreto dopo il documento bipartisan firmato da tutti i gruppi consiliari nelle scorse settimane, che aveva chiesto un confronto aperto sul futuro dell’area.
L’obiettivo dichiarato era ambizioso, perchè «Sono chiare le vocazioni di turismo per città di Varese, e Biumo deve avere un ruolo centrale» come ha sottolineato il sindaco Davide Galimberti. Nell’incontro si è perciò discusso di un possibile progetto di sviluppo e valorizzazione che metta in dialogo le diverse anime del colle, dalla vocazione turistico-ricettiva alla dimensione culturale, senza dimenticare il vincolo del consumo di suolo zero imposto dal nuovo Piano di Governo del Territorio. «Non stiamo valutando progetti o facendo ipotesi – ha sottolineato il dirigente dell’assessorato all’Urbanistica Gianluca Gardelli – ma stiamo ragionando su documenti già pubblicati per poter migliorare, al momento della proposta definitiva, ciò che abbiamo predisposto»
La VAS: «Vuole scegliere il metodo di lavoro per valorizzare Biumo: ha valore strategico da un lato e valore metodologico dall’altro – ha sottolineato Andrea Civati, assessore all’urbanistica – Vuole valutare lo sviluppo dell’attrattività ma salvaguardando il paesaggio e l’ambiente. Del resto non si può tutelare l’ambiente a svantaggio dello sviluppo della città».
La conferenza di VAS vuole infatti valutare gli effetti ambientali delle possibili scelte urbanistiche, garantendo che qualsiasi sviluppo sia compatibile con la salvaguardia del territorio. Il nuovo PGT varesino ha fatto del consumo di suolo zero uno dei suoi cardini, prevedendo la riduzione di circa 40 ettari di suolo edificabile e puntando sulla rigenerazione urbana dell’esistente. Questi principi dovranno essere rispettati anche per il Colle di Biumo.
In particolare, la Valutazione Ambientale Strategica: «Non consente espansioni edilizie – ha continuato Civati – Non si può negare l’accessibilità veicolare del colle, ma vanno tenute ben ferme le gerarchie dei diversi utenti: prevediamo una connessione funzionale tra le reti di mobilità dolce, una connessione tra le ville storiche, nonchè idee finalizzate e a sviluppare sistema ricettivo. Ricordando che in questo contesto il cambio di destinazione d’uso sarà consentito, da residenziale ad altre funzioni ricettive, anche di carattere alberghiero».
MOLTI GLI INTERVENTI DELLE REALTÀ INTERESSATE
La conferenza ha visto alternarsi diversi interventi che hanno delineato visioni e preoccupazioni sul futuro del Colle di Biumo.
Matteo Bianchi, che aveva sollecitato questo incontro anche nell’ultimo consiglio comunale, ha aperto sottolineando come questa opportunità scaturisca da una volontà unanime di introdurre il tema, ringraziando il Comune per aver valutato l’urgenza delle tematiche in gioco. Sul principio del consumo di suolo zero ha posto una questione cruciale: si tratta di un principio da perseguire o di una regola rigida da applicare sui singoli comparti? “Dove c’è irrigidimento spesso si cozza nelle opportunità di sviluppo. Ci vuole buonsenso”, ha affermato, richiamando la responsabilità dell’amministrazione nel decidere la vocazione dei prossimi decenni. Secondo Bianchi il turismo congressuale può essere un’occasione importante per la città di Varese, in alternativa a Lugano e Como, senza competizione con Milano ma puntando su qualcosa di diverso, e in questo scenario il Colle di Biumo gioca un ruolo centrale.
Il sindaco Davide Galimberti ha risposto assicurando sulla malleabilità degli strumenti, ricordando i vent’anni passati senza risultati concreti. Ha sottolineato come l’accordo di programma di allora fosse estremamente rigido, mentre le forme previste dall’amministrazione Civati risultano più flessibili. “Non serve una condivisione totale, c’è la possibilità di essere rapidi e veloci”, ha dichiarato, evidenziando l’importanza di capire quale formato adottare per il progetto.
Marco Guadagnolo, intervenendo per la parrocchia di Biumo Superiore, ha richiamato l’attenzione sulla parte urbanistica e ha chiesto di investire sul miglioramento della qualità del centro storico della frazione Valentina Minazzi, presidente di Legambiente Varese, ha ricordato come lo studio del Politecnico offra uno strumento che fa emergere l’interesse generale della proposta.
Marco Di Luccio, direttore dei beni del FAI, si è detto d’accordo in termini di obiettivi e di volontà di metodo, sottolineando come questo corrisponda al modo di agire dell’ente. Ha fornito un dato significativo: «Villa Panza ha accolto quest’anno 42mila visitatori, pari a circa metà della popolazione cittadina», a dimostrazione dell’appeal culturale dell’area.
Bruno Bosetti, presidente di Italia Nostra ha definito Biumo un valore per la città, sollevando però alcune criticità. Ha suggerito di cercare soluzioni per il parcheggio nell’area e di considerare la zona come una ZTL, ricordando che tutto il verde presente è di proprietà privata, aspetto da non sottovalutare nella pianificazione.
PER LA CAMERA DI COMMERCIO “SERVE UNA PROGETTUALITÀ CONDIVISA PER IL RILANCIO”
L’intervento di Alberto Mazzucchelli, consulente della Camera di Commercio di Varese, ha messo al centro la questione delle Ville Ponti e la necessità di una visione strategica chiara. «Stiamo valutando l’utilizzo e il rilancio di Ville Ponti» ha sottolineato, delineando un progetto che punta sulla qualità piuttosto che sulla quantità: ristorazione di alto livello e un’ospitalità limitata nei numeri ma di elevato standard.
La Camera di Commercio però chiede di ragionare su una progettualità da condividere non solo con l’amministrazione comunale ma anche con quella provinciale, sottolineando come senza questi asset strategici sia necessario ripensare completamente le modalità del rilancio. «Bisogna dirsi se il territorio del Colle può raggiungere determinati obiettivi» ha affermato Mazzucchelli, ribadendo l’impegno della Camera di Commercio a «Investire sul progetto, a condizione però che ci sia una reale condivisione degli obiettivi e delle strategie tra tutti gli enti coinvolti».
Un intervento che ha posto le basi concrete della discussione, riportando l’attenzione sulla necessità di strutture ricettive adeguate alla vocazione congressuale e turistica che il Colle di Biumo potrebbe esprimere «Un incontro produttivo – l’ha considerato in chiusure il sindaco Galimberti – Che ha mostrato la volontà di far si che quel colle diventi sempre più un elemento di sviluppo turistico e culturale, all’interno di parametri ben delineati ma non precludono lo sviluppo del territorio»
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