Varese
La provocatoria Money Art di Peter Hide 311065 anima la Showcases Gallery di Varese
Un’esposizione aperta giorno e notte dedicata alla Money Art e al dualismo tra apparenza e decadenza culturale. L’artista: “Voglio far riflettere su che cosa genera ciò per cui tutti noi ci affanniamo, viviamo e a volte moriamo: il denaro”
Uno sguardo che non si interrompe mai, quello sulla città e sulle sue dinamiche, attraverso la trasparenza di una vetrina. La Showcases Gallery di Varese, situata in via Felice Cavallotti 4, ospita dal 6 gennaio al 2 febbraio, la mostra Last Works di Peter Hide 311065, nome d’arte di Franco Crugnola. Il progetto, curato dallo Studio di Architettura dello stesso Crugnola, trasforma lo spazio urbano in un luogo di meditazione inattesa, rendendo le opere visibili ai passanti 24 ore su 24 per tutto l’anno.
L’artista nasce a Varese nel 1965 e vanta un percorso eclettico che spazia dal design, con collaborazioni per marchi come Swatch e Alessi, alla progettazione del “primo e-book” nel 1992. La sua cifra stilistica si è consolidata negli anni attraverso la Money Art, una corrente che utilizza le banconote come supporto materico per sondare il malessere contemporaneo. Nelle sue opere, l’immagine scanzonata e i simboli del vivere quotidiano nascondono una riflessione profonda sul pericolo della sopraffazione dell’effimero e sulla decadenza culturale legata alla misurazione economica di ogni aspetto della vita.
Il nome d’arte stesso racchiude il dualismo tra l’innocenza di Peter Pan e la brutalità di Mr. Hyde, una lotta tra opposti che si traduce graficamente in lavori che evitano la rappresentazione esplicita della povertà o della violenza, preferendo interrogare lo spettatore su ciò che genera l’affanno umano: il denaro. La carriera di Peter Hide 311065 è scandita da riconoscimenti internazionali, dalla Biennale di Malta del 1996 fino alle esposizioni alla Triennale di Milano, al museo MA*GA di Gallarate e a prestigiose sedi estere tra Berlino, Bratislava, Vienna e Karlsruhe.
«Ho scelto diversi anni fa il nome d’arte Peter Hide 311065 – spiega Crugnola – derivandolo dall’ossimoro tra Peter pan (noto sempiterno bambino buono) e mr. Hyde (la parte brutale e “cattiva” del dottor Jekyll). i due nomi hanno la stessa notorietà e rappresentano il primo il bene, l’innocenza, la purezza e la bellezza, il secondo il male, la cruenta e la forza bruta. come nel romanzo di Stevenson ove la lotta impari che oppone il bene e il male tra Jekyll a Hyde, mette in gioco temi di grande suggestione, la metamorfosi e il doppio, lo specchio e il sosia, fino a toccare le corde più segrete e inconfessate dell’animo umano, cosi nei miei lavori cerco di ricreare il male che può prevaricarci attraverso un’immagine allegra e scanzonata. Cerco di rappresentare attraverso immagini che fanno parte del nostro vivere quotidiano, ed apparentemente concilianti, gli opposti che esse stesse rappresentano, e di aprire nella mente dello spettatore che vorrà approfondirne la lettura, una porta immaginaria verso il pericolo della sopraffazione dell’effimero. In una società contemporanea, dove tutto è misurabile col e dal denaro, e dove spesso si ha la sensazione che non solo il materiale ne sia soggiogato, ma anche l’immateriale, la parte più unica che contraddistingue l’individuo, il denaro, ha per me il valore simbolico di rappresentare il pericolo di una vasta decadenza culturale, e per opposto il degrado che la sua mancanza ne produce».
«Non voglio rappresentare graficamente la povertà, la violenza fisica o psicologica, il degrado ambientale, ma neppure la bellezza generata solo ed unicamente dalla manipolazione della ricchezza, la sensazione di potenza quasi divina ed il sogno di felicità, ma voglio far riflettere su che cosa genera ciò per cui tutti noi ci affanniamo, viviamo e a volte moriamo: il denaro».

