A Malnate il centro per il disagio giovanile della Sette Laghi: prevenzione, diagnosi precoce e continuità di cura

Avviato nel giugno 2025 mette al centro la prevenzione e l’intercettazione precoce del disagio giovanile, puntando su una visione promozionale della salute mentale

adolescenza disagio giovanile | foto da Pixabay

Un modello che mette al centro la prevenzione e l’intercettazione precoce del disagio giovanile, puntando su una visione promozionale della salute mentale. È questo l’impianto dell’ambulatorio e della filiera territoriale attivati dal Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze (DSMD) di ASST Sette Laghi per adolescenti e giovani adulti con bisogni complessi.

Il progetto si inserisce negli indirizzi regionali che prevedono la definizione di una procedura strutturata per l’accesso diretto e la presa in carico dei minori e dei giovani adulti, con l’obiettivo di rafforzare la continuità dei percorsi di cura nel setting territoriale .

Una visione preventiva e promozionale

Nel Piano 2025-2030, viene dedicata particolare attenzione alla prevenzione e all’intercettazione precoce del disagio giovanile. La promozione della salute mentale, in questa prospettiva, significa intervenire prima che il disagio si strutturi in forme più gravi, riattivare il percorso evolutivo e prevenire la cronicizzazione, offrendo risposte flessibili e integrate, modulabili in base all’intensità del bisogno

La transizione: una fase estremamente complessa

Il periodo di passaggio dall’infanzia e dall’adolescenza all’età adulta viene descritto come una fase del ciclo di vita estremamente complessa per la salute mentale, caratterizzata da molteplici fattori di rischio e da problematiche bio-psico-sociali intrecciate. È, quindi, fondamentale garantire: diagnosi e cure appropriate e continuative per chi soffre di un disturbo psichico ad esordio precoce; supporto relazionale, informativo e gestionale per i giovani che iniziano a manifestare segnali di disagio psicologico o psichiatrico.
La filiera organizzata da ASST Sette Laghi punta proprio a evitare le discontinuità tra Neuropsichiatria Infantile e servizi per adulti, tra consultori, psicologia territoriale e servizi specialistici. Il modello prevede una gestione strutturata della filiera di accesso e presa in carico, che coinvolge Case di Comunità, Psicologia delle Cure Primarie, Consultori e Servizi.

Accesso senza quesito diagnostico o prescrizione

Psicologo delle Cure Primarie

In caso di accesso diretto, senza prescrizione, viene programmato un appuntamento con lo Psicologo delle Cure Primarie La fase di valutazione prevede 1-2 colloqui, durante i quali: viene analizzata la domanda psicologica; e viene condiviso con la persona il percorso più appropriato.

Gli esiti possibili sono: un breve percorso di sostegno psicologico (massimo 3-5 sedute); un invio alla Psicologia della Casa di Comunità per approfondimenti clinici; un eventuale invio ai Consultori o ai Servizi specialistici del Dipartimento della Salute Mentale.

Accesso con quesito diagnostico o prescrizione

Psicologo della Casa di Comunità

In presenza di prescrizione, viene programmato un appuntamento con lo Psicologo della Casa di Comunità.
Il percorso prevede un colloquio di triage e una presa in carico che può includere: colloqui psicologici clinici; test psicodiagnostici; psicoterapia individuale, familiare o di gruppo (fino a 10 sedute, eventualmente ripetibili); interventi di gruppo o percorsi di sostegno strutturati. Al termine, qualora emerga la necessità, il giovane viene indirizzato ai servizi specialistici del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze

I servizi specialistici e la continuità di cura

Quando il bisogno è più complesso, intervengono i servizi specialistici del Dipartimento attraverso: accoglienza e triage; valutazione psichiatrica o neuropsichiatrica; definizione di un progetto individuale; monitoraggio clinico nel tempo.

Il Centro Psicosociale (CPS), ad esempio, garantisce visite, terapie, colloqui psicologici, interventi domiciliari, attività riabilitative e sostegno alle famiglie. La Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza assicura visite, psicoterapia individuale e familiare, test cognitivi e raccordo con la rete territoriale, prevedendo il passaggio strutturato ai servizi per adulti al compimento della maggiore età, per ridurre il rischio di drop-out

Il ruolo dei Consultori

I Consultori rappresentano un nodo fondamentale della rete, come spazio di primo ascolto e primo intervento per adolescenti e famiglie e offrono: colloqui di accoglienza e consultazione; psicoterapia breve; sostegno alla genitorialità; presa in carico multidisciplinare con definizione di un progetto individuale. Ai minori sopra i 14 anni è garantito l’accesso diretto per alcune prestazioni, con particolare attenzione alla tutela e al coinvolgimento della famiglia.

Un modello di rete per evitare frammentazioni

Il cuore del progetto è la costruzione di una rete integrata e corresponsabile tra psichiatria, NPIA, dipendenze, psicologia territoriale e consultori, con una regia chiara e condivisa.

L’obiettivo è duplice: intercettare precocemente i segnali di rischio e i bisogni emergenti; garantire percorsi personalizzati e continuativi, soprattutto nella delicata fase di transizione verso l’età adulta.

In un contesto in cui il disagio giovanile assume forme sempre più articolate, l’ambulatorio e la filiera territoriale di ASST Sette Laghi si configurano come uno strumento concreto per trasformare la presa in carico in un percorso di accompagnamento, prevenzione e promozione della salute mentale

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Pubblicato il 25 Febbraio 2026
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