Deragliano tutti. Iroegbu ci prova, Reggio ingabbia Stewart e Moore
Ike è il migliore ma paga le troppe perse, Alviti e Nkamhoua non si accendono: nessuno raggiunge la sufficienza
STEWART 4,5 – Fino a oggi Carlitos aveva sempre potuto sfruttare il mix di muscoli, tecnica e forza di volontà con cui era riuscito spesso e volentieri a spaccare le difese. Con Reggio non ha vantaggi fisici, ha poche occasioni per aggrapparsi alle qualità cestistiche e la garra non basta: ne esce una partita ricca di fatiche, in cui anche le letture appaiono carenti. Mai al ferro, invischiato, incasellato, depotenziato.
ALVITI 4 – Trovare un punto esclamativo nella sua partita o sul suo tabellino è un’impresa che nemmeno un esploratore degli abissi. Deficit nel rapporto perse-recuperate, falli fatti-commessi, stoppate date-prese. Tre punti e tre rimbalzi in 31′, permanenza in campo anche quando tutti si aspettano di vedergli prendere fiato. Ohibo.
MOORE 5 – Un filo meglio di altri perché il suo modo di stare in campo gli consente sempre di mettere in tasca qualcosa di buono: che sia un guizzo in attacco, un rimbalzone, un bel giro difensivo. Ma siamo lì: il raccolto finale rimane vicino alla carestia e, come Stewart, non trova gli spazi per volare nel cuore dell’area. E da terra, un aeroplano, può combinare poco.
ASSUI 5 – Nulla da segnalare dal lato positivo, ma c’è un però. A Milano era stato fatto sedere nella ripresa perché i compagni stavano viaggiando molto bene; contro Reggio, nel minestrone insipido messo in campo da Kastritis, non avrebbe fatto peggio degli altri.
NKAMHOUA 4,5 – Tra il male e il malissimo: ci mette una vita a trovare mezza soluzione in attacco, passa il primo tempo a sbagliare tempi e modi dell’attacco. Con il passare della partita combina almeno qualcosina dietro, quando mostra qualche buona lettura a difesa schierata, ma è troppo, troppo poco per un giocatore chiave come Olli.
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IROEGBU 5,5 – L’unico a dare qualche dispiacere, saltuario s’intende, alla difesa della Reggiana. Ma sono solo colpi d’estro, di talento e di nervoso, nulla di pensato e costruito. Riesce a chiudere a 18 in una serata complicata per tutti ma è un dato utile quasi solo alle statistiche. E le troppe palle perse (4 a fronte di 3 assist) zavorrano la partita e la pagella.
LIBRIZZI 5 – In campo a singhiozzo nella prima parte di gara, solleva le cifre nella fase finale quando però non c’è granché da salvare a livello di risultato.
RENFRO 5 – Tra i meno colpevoli della disfatta, perché è uno che segna poco di suo e perché un certo lavoro di contenimento in difesa lo garantisce. Ma i suoi rimbalzini – 4 – e il confronto con la batteria di omoni emiliani è impietoso, per presenza e rendimento.
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