Sul cavalcavia del Boesio a Laveno s’infiamma la polemica e la sfida tra Civitas e Centrosinistra
La riasfaltatura solo parziale del ponte storico ha riacceso la discussione sulle responsabilità nelle scelte viabilistiche. Un tema centrale che richiama le scelte negli anni
Dopo la riapertura del cavalcaferrovia Boesio, a Laveno Mombello si accende il confronto politico sul tema più ampio delle modifiche viabilistiche e dell’assetto complessivo dopo l’apertura del sottopasso. Il tema dominante degli ultimi anni a Laveno.
Al centro di questa nuova fase di dibattito, ora ci sono la riasfaltatura solo parziale del tratto e, più in generale, le responsabilità sulle scelte viabilistiche degli ultimi anni.
La maggioranza Civitas interviene per “fare chiarezza” e respingere quelle che definisce «informazioni e notizie non veritiere» diffuse con l’obiettivo di screditare l’amministrazione. In una nota, il gruppo guidato dal sindaco Santagostino ribadisce che la programmazione e l’esecuzione dell’asfaltatura sono state gestite direttamente dalla Provincia di Varese, trattandosi di una strada provinciale. I rappezzi, e non la riasfaltatura completa, sarebbero dovuti all’impossibilità di far transitare sul cavalcaferrovia i mezzi pesanti normalmente impiegati per questo tipo di interventi.
Civitas smentisce inoltre di aver mai chiesto che il cavalcaferrovia fosse dichiarato bene di interesse culturale con vincolo di mantenimento integrale. Al contrario, afferma la maggioranza, l’amministrazione avrebbe richiesto in passato l’abbattimento dell’infrastruttura per migliorare la viabilità locale. L’attuale situazione, secondo Civitas, sarebbe la conseguenza di scelte compiute da amministrazioni precedenti, in particolare l’approvazione della chiusura del passaggio a livello senza un’adeguata valutazione delle ricadute sul traffico.
Non si fa attendere la replica del Centrosinistra Laveno Mombello, che accusa la maggioranza di diffondere «una propria verità» e di scaricare sistematicamente le responsabilità su chi ha governato in precedenza. L’opposizione ricorda che il tracciato della strada con il nuovo sottopasso, da cui deriverebbero diversi problemi viabilistici, è stato approvato oltre quindici anni fa dal centrodestra lavenese e provinciale, inserito nel Piano di governo del territorio e successivamente “subìto” dall’amministrazione di centrosinistra insediatasi nel 2015. Sul tracciato, ricorda il Centrosinistra, lo stesso sindaco Santagostino si sarebbe espresso più volte favorevolmente negli anni.
L’opposizione sottolinea inoltre che le scelte successive erano state assunte prevedendo la demolizione del cavalcaferrovia. Il vincolo imposto dal Ministero dei Beni Culturali alla fine del 2022, che ne vieta l’abbattimento, avrebbe introdotto un elemento nuovo e non previsto al momento delle decisioni assunte nel quinquennio precedente al mandato di Civitas. Anche se l’ipotesi si era già affacciata negli anni del centrosinistra di Ielmini, poi in effetti la scelta effettiva fu successiva.
Il Centrosinistra attribuisce invece all’attuale amministrazione le decisioni più recenti in materia di viabilità, dal senso unico di via Labiena allo stop al progetto di un nuovo attraversamento stradale su Boesio, già finanziato dalla Provincia. «Le scelte più recenti riguardanti la viabilità, dal senso unico di via Labiena fino allo stop al progetto di un nuovo attraversamento stradale su Boesio già finanziato da Provincia, sono invece tutte farina del sacco di Civitas. Ma anche dopo più di cinque anni al governo del Comune qualsiasi colpa è sempre di altri o di chi c’era prima».

Il confronto resta aperto, mentre il cavalcaferrovia continua a rappresentare uno dei nodi più delicati per la mobilità lavenese, tra interventi parziali, vincoli sopravvenuti e scelte politiche che si intrecciano con decisioni assunte nel corso di più mandati amministrativi.
All’orizzonte ci sono anche le manovre già avviate in vista delle prossime elezioni amministrative, in uno scenario che potrebbe avere almeno tre liste (centrodestra, Civitas e centrosinistra).
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