Gli studenti del Ferraris a Washington intervistano Ravo Mattoni: “Porto i capolavori sui muri delle città”
La 5C del liceo scientifico varesino sta partecipando allo scambio del Twinning Project Italia–USA 2025-2027 insieme alle scuole Daverio di Varese e Sereni di Luino oltre a due istituti americani
Gli studenti dei licei Ferraris di Varese stanno vivendo, in questi giorni, una particolare esperienza di scambio internazionale. Si trovano, infatti, a Washington per un progetto che unisce scuola, cultura e comunicazione. Si tratta del Twinning Project Italia–USA 2025-2027, un programma educativo che mette in rete istituti italiani e americani e che ha visto i ragazzi partecipare a un incontro online con l’artista varesino Ravo (Andrea Mattoni) direttamente dalla capitale statunitense. Partner del progetto anche l’Itet Daverio Casula Nervi di Varese e il liceo Sereni di Luino che hanno seguito da remoto il momento di confronto tra arte, comunicazione e nuove forme di espressione contemporanea.
Un ponte culturale tra Italia e Stati Uniti
Ad aprire l’incontro a Washington è stata Michela Carbonieri dell’Ambasciata italiana negli Stati Uniti, che ha sottolineato il valore del progetto anche dal punto di vista culturale e linguistico.
«Questo progetto rappresenta un’importante occasione per promuovere la lingua e la cultura italiana nelle scuole americane – ha spiegato – creando un dialogo diretto tra studenti dei due Paesi».
Un valore ribadito anche dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale della Lombardia, Luciana Volta, che ha evidenziato il ruolo della scuola come luogo di scambio e crescita: «La scuola è un laboratorio vivo di idee che mette in comunicazione studenti di nazioni e continenti diversi. La vostra partecipazione dimostra che siete voi i protagonisti di una scuola che dialoga con il mondo e che trova nell’arte un modo per raccontare il presente. Ravo ha portato la grande tradizione pittorica nei grandi centri urbani dimostrando come l’arte possa parlare a tutti ed essere uno strumento di educazione e formazione».
Il racconto dell’artista Ravo
Guest star è stato Andrea Ravo Mattoni, uno degli artisti contemporanei italiani più conosciuti per il suo lavoro che unisce street art e grande pittura classica. A introdurre l’artista il dirigente del liceo Ferraris Marco Zago che ne ha ripercorso la vita artistica: «Andrea Ravo Mattoni unisce arte classica e street art portando i grandi capolavori fuori dai musei e sui muri delle città. Nato nel mondo dei graffiti negli anni Novanta, ha avviato il progetto “Recupero del Classicismo nel Contemporaneo”, riproducendo opere celebri con le bombolette spray. Tra i dipinti reinterpretati ci sono capolavori di Caravaggio, ricreati su grandi pareti urbane con grande precisione tecnica. Le sue opere trasformano scuole, ospedali ed edifici pubblici in musei a cielo aperto, rendendo l’arte accessibile a tutti. Il suo lavoro è un esempio straordinario di come l’arte possa uscire dai musei, dalle chiese e dai palazzi per arrivare negli spazi urbani – ha spiegato –. La street art, nel suo caso, diventa un dialogo con la città e non un gesto di ribellione. Andrea crea un ponte tra passato e presente».
Ravo Mattoni ha raccontato la sua carriera: «Sono molto onorato di partecipare – ha raccontato agli studenti –. Sono italiano, varesino e sono sempre stato circondato dall’arte. Vengo dal mondo dei graffiti ma ho avuto un percorso scolastico particolare: un po’ di liceo artistico, poi sono stato bocciato e ho finito per diplomarmi come perito elettronico. Mio nonno era artista, mio padre lavorava nell’arte concettuale e mio zio era illustratore. Ho sempre avuto un amore viscerale per l’arte e il mio obiettivo era entrare all’Accademia di Brera».
Un momento decisivo, racconta, è stato proprio il primo ingresso nella Pinacoteca di Brera: «Quando ho visto le opere classiche ho capito che dovevo studiare l’arte e soprattutto il mondo classico. Così ho deciso di unire i miei due mondi: i graffiti e la grande pittura».
Da qui l’idea che lo ha reso famoso: riprodurre capolavori della storia dell’arte sui muri delle città utilizzando la tecnica delle bombolette spray.
«La mia “pazzia” è stata provare a confrontarmi con i grandi maestri del passato. Ho ripreso una tradizione fondamentale dell’arte: la copia. In passato copiare era il modo per diffondere cultura e correnti artistiche». Il primo esperimento pubblico risale al 2016, quando dipinse “La cattura di Cristo” di Caravaggio sotto un pilone della superstrada. Il lavoro è diventato virale e ho capito che avevo intercettato un bisogno. Creare un ponte tra musei e strada è stata la ragione del mio successo».
Per l’artista, infatti, l’obiettivo è chiaro:
«Molte persone pensano che i musei siano luoghi inaccessibili. In realtà sono una scatola del tempo che custodisce la memoria dell’umanità e appartengono a tutti. Con il mio lavoro cerco di avvicinare l’arte alle persone, perché è un patrimonio collettivo».
L’importanza del confronto internazionale
Il valore educativo del progetto è stato sottolineato anche da Francesca Vanoli, dirigente scolastica presso l’Ambasciata d’Italia a Washington: «È un piacere partecipare a un progetto che coinvolge tante scuole – ha spiegato –. Da insegnante non c’è niente di più bello che offrire agli studenti la possibilità di vedere qualcosa di diverso e sperimentare direttamente nuove esperienze. Queste occasioni permettono di condividere valori fondamentali come rispetto, apertura verso gli altri e curiosità di scoprire ciò che ancora non conosciamo».
Anche il dirigente del Liceo Ferraris di Varese, Marco Zago, ha evidenziato il valore culturale dell’incontro con Ravo.
«Il suo lavoro è un esempio straordinario di come l’arte possa uscire dai musei, dalle chiese e dai palazzi per arrivare negli spazi urbani – ha spiegato –. La street art, nel suo caso, diventa un dialogo con la città e non un gesto di ribellione. Andrea crea un ponte tra passato e presente».
Il Twinning Project Italia–USA
Il progetto, giunto alla terza edizione, è promosso da Casa Italiana Language School con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Washington D.C. ed è stato ideato da Simonetta Baldassari e Federica Petracci, con la collaborazione della dirigente scolastica dell’Ambasciata Francesca Vanoli.
Coinvolge sei scuole tra Italia e Stati Uniti: Jackson-Reed High School (Washington D.C.), Oxon Hill High School (Maryland), Liceo Ferraris di Varese, ITET Daverio Casula Nervi di Varese, Liceo Sereni di Luino e Istituto Capellini-Sauro di La Spezia
Gli studenti partecipano a incontri mensili online con professionisti della comunicazione – registi, giornalisti, blogger, artisti ed esperti digitali – per riflettere sul tema dell’edizione “Comunicazione 3.0 – Le frontiere raggiunte e le nuove vie per interagire”.
Studenti ambasciatori della scuola italiana
A rappresentare il Liceo Ferraris negli Stati Uniti è una classe quinta dell’indirizzo scientifico con potenziamento delle scienze in lingua inglese e rimarrà a Washington fino al 16 marzo prossimo. Gli studenti rappresentano il sistema scolastico italiano, ambasciatori della cultura e dell’educazione italiana. Il progetto si concluderà nell’anno scolastico 2026–2027 con uno scambio completo: gli studenti italiani torneranno a Washington mentre quelli americani visiteranno le scuole del territorio varesino.
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