Largo Comolli, quel gelso abbattuto a Varese fa discutere
L'apertura del cantiere per la rotonda ha portato via l'albero che da anni caratterizzava l'incrocio. I lettori: "Non si poteva integrarlo nel progetto?"
Con l’apertura dei lavori per la nuova rotonda di largo Comolli è emerso un “effetto collaterale” che ha colto di sorpresa molti varesini: il gelso che da tempo caratterizzava l’incrocio non c’è più, è stato abbattuto. L’albero, alto e visibile, era diventato un punto di riferimento familiare per chi passava dal semaforo di quella parte di Biumo, e la sua scomparsa – avvenuta nelle ultime ore: la foto che presentiamo qui sotto è di ieri – non è passata inosservata.
«So che al momento abbiamo sicuramente problemi più importanti da affrontare, ma possiamo chiedere ai direttori dei lavori che bisogno c’era di eliminare quel bellissimo gelso?», scrive una lettrice. «Davvero non era impossibile integrarlo nella nuova rotonda? Miglioriamo l’area come? Eliminando il verde che c’era prima per piantare dei mini alberelli o degli arbusti bassi?».
E un’altra segnalazione: «Ma era proprio necessario abbattere gli alberi che sarebbero stati al centro delle rotonde previste? Quello da sempre di fronte ad Action e quello alle spalle della Chiesa di Biumo? Che tristezza vederli abbattuti».
La questione ha toccato un nervo sensibile perché tocca un tema più ampio: quello del rapporto tra cantieri, riqualificazione urbana e tutela del verde esistente. Il gelso di largo Comolli non era semplicemente un albero, era – evidentemente, stando ai messaggi ricevuti – parte del paesaggio quotidiano di quella zona, una presenza consolidata in un’area che sta cambiando volto rapidamente.

D’altra parte, il cantiere per la rotonda è un tassello fondamentale della rivoluzione viabilistica che porterà il doppio senso su via Carcano e via Ledro, un intervento che modificherà in profondità la circolazione tra Biumo, Belforte e il centro città.
L’amministrazione comunale, interpellata, rassicura sul fatto che verrà ripiantumata una pianta equivalente, per permettere, senza cambiare prospettiva, un progetto importante, che inevitabilmente comporta trasformazioni anche nel verde urbano.
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