Un caffè per conoscere “La Prealpina” e la sua storia
Il prossimo appuntamento organizzato da Bruno Belli, venerdì 30 settembre, è con la signora Daniela Bramati Ferrario, editore dello storico quotidiano
Per il secondo appuntamento della IX stagione degli ormai “classici” venerdì, sarà ospite di Belli
la signora Daniela Bramati Ferrario, editore de “La Prealpina” e di “Lombarda Oggi”, con
la quale anche il pubblico potrà interagire, nella seconda parte, per domande inerenti all’argomento e, soprattutto, all’edizione de “La Prealpina”, lo storico giornale del Varesotto, il cui primo numero uscì il 2 dicembre 1888. L’appuntamento è per il 30 settembre, alle 17.30, alla Pasticceria Zamberletti di Corso Matteotti a Varese.
In forma di “intervista”, il rapporto, oggi, tra la carta stampata e le edizioni on-line, la funzione della stampa, l’idea dell’informazione saranno i primi temi trattati, ai quali si aggiungeranno i compiti dell’editore, le linee di pensiero, le prospettive per il futuro sono alcuni degli aspetti essenziali che saranno toccati. Fondamentale il ruolo della carta stampata nel rapporto tra giornalismo riflessivo e giornalismo aggressivo, la possibilità della contro replica, l’informazione che favorisce, accanto al fatto,
i commenti bilaterali, nella convinzione che il giornalismo debba suscitare il dibattito e non semplicemente registrare i fatti, in una prospettiva della stampa deuteragonista con il lettore, il vero ed unico proprietario delle redazioni, giacché è il pubblico il “termometro” relativo all’interesse ed al gradimento che suscita una testata. Non certo ultima proposta lo “svecchiamento” di certo giornalismo e la conseguente scelta del nuovo direttore, Paolo Provenzi, giovane ma competente ed affermata guida già per 9 anni al “Giornale di Bergamo”. Infine, una breve riflessione storica sul giornalismo italiano, in questo 150 dell’Unità, proprio su alcune attualissime proposte che Giuseppe Mazzini ci ha lasciato nel famoso articolo “Sulla missione della stampa periodica” pubblicato nei numeri del 30 gennaio e del tre febbraio del 1836 de “La Jeune Suisse”, per accorgerci di come le linee essenziali del valore della stampa siano, in effetti, fondamentalmente “classiche”.
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