I militanti: “Non siamo intimiditi”
Molti gli attivisti che hanno fatto visita alla sede oggetto dell'attentato
«Il problema principale», dice il vetraio, «è che fine far fare alla reliquia». La “reliquia”, come la chiama lui è un grande pezzo di vetro con disegnato il Sole delle Alpi, rimasto spezzato dall’esplosione di questa notte. È una porzione ampia, di oltre un metro quadrato, che farne? Potrebbe essere la testimonianza di questo attacco esplosivo, forse l’episodio più grave dopo lo zerbino di Bossi dato alle fiamme negli anni scorsi, il portoncino della stessa sede incendiato e le scritte (minacce di morte) contro il Senatùr.
La preoccupazione del vetraio è normale: “sono un simpatizzante, e mi spiace” dice. In effetti tra i militanti che stamattina erano presenti c’è dispiacere, rabbia, ma non paura.
«Questa è un’intimidazione politica a tutti gli effetti – dice Diego Righi, fondatore della sezione di Gemonio – e non abbiamo paura». Anche Salvatore Palazzo, residente a Gemonio e factotum della sede la pensa così. Andrea Tessaro, segretario della sezione parla chiaro: «Se ci fosse stato qualcuno all’interno si sarebbe fatto molto molto male: l’esplosione è stata forte».
Sono loro, i militanti del Carroccio di Gemonio a dare notizia della scritta posta all’ingresso e ora coperta da alcuni manifesti “Antifa secondo atto”: l’hanno coperta stanotte. Cosa vuol dire “secondo atto”? Ci sarà altro da rompere i questa sede a dire il vero piuttosto raccolta e modesta? I “primi atti”, a Gemonio, in realtà ci sono già stati (sempre che siano da attribuirsi alla stesa mano).
Il più grave, proprio come ricorda Tessaro, nel gennaio 2009, quando la porta venne bruciata. «Qualche sera fa», dicono Tessaro e Palazzo, «abbiamo sentito dei botti qui in paese, ma non ricordiamo bene se fosse la Vigilia, o la sera di Natale: succede che qualcuno per festeggiare scoppi qualche petardo, anche nelle strade strette del centro. Ma non crediamo questo abbia a che fare con ciò che è accaduto stavolta: non erano petardini quelli scoppiati stanotte». Stamani alle 7.30 è arrivato anche il segretario provinciale della Lega Nord Stefano Candiani.
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