La green economy è pronta a decollare anche a Varese

Per Legambiente per i prossimi 10 anni l'obiettivo è che un edificio su 4 di nuova realizzazione veda l’integrazione delle pompe di calore, che si arrivi ad installare almeno 250.000 metri quadri di solare termico e 100 MW di fotovoltaico diffuso sopra capannoni industriali, scuole, in sostituzione sui tetti con amianto

dino de simone«La principale via d’uscita dalla crisi economica non può non essere legata alla cosiddetta “green economy”: un’economia che indirizzi la propria creatività e imprenditorialità verso una società a basso consumo e a bassa emissione, senza danneggiare l’ambiente». Così Dino De Simone (Foto), presidente di Legambiente Varese. L’Italia rappresenta il quinto Paese al mondo per capacità di attrazione di investimenti per le fonti energetiche rinnovabili. La Lombardia costituisce già un mercato enorme: sono 11.000 gli impianti installati che producono energia elettrica per più di 12.000 gigawattora all’anno. Il numero di impianti a pannelli solari termici è stimato in più di 80.000. Per gli impianti geotermici a pompe di calore siamo ancora ben sotto il migliaio, ma nei primi 6 mesi dalla liberalizzazione attuata dalla Regione ne sono stati installati più di 300. L’iniziativa di sgravio irpef del 55% per favorire il risparmio energetico ha portato a più di centomila interventi in Lombardia, tra sostituzione impianti termici obsoleti, coibentazione delle case, etc.
«Per Varese e provincia – continua De Simone –  possiamo porci come obiettivo che nel prossimo decennio 1 edificio su 4 di nuova realizzazione veda l’integrazione delle pompe di calore, che si arrivi ad installare almeno 250.000 metri quadri di solare termico e 100 MW di fotovoltaico diffuso sopra capannoni industriali, scuole, in sostituzione sui tetti con amianto».
Per quanto riguarda l’uso delle biomasse forestali il modello Marchirolo, impianto di teleriscaldamento alimentato a legna forestale, è da esportare nei piccoli comuni prealpini anche per rendere la gestione del boschi, oggi abbandonati, finalmente redditiva. E nel settore civile è possibile pensare di arrivare a costruire solo case in classe A entro 5 anni e di ristrutturare il patrimonio esistente partendo dalle proprietà pubbliche.
«Una miriade di imprese lavora già nel settore, anche in provincia di Varese – conclude il presidente di Legambiente -. E tantissimi sono i cittadini che usufruiscono di questi servizi e che con la propria scelta stanno determinando una svolta. Se amministrazioni locali, aziende, forze sociali e sindacali, ambientalisti e cittadinanza coopereranno insieme, siamo convinti che il nostro territorio potrà giocare un ruolo da protagonista in questa sfida. Storicamente siamo stati all’avanguardia nell’epoca dell’industrializzazione, ora possiamo diventarlo per la green economy. Un percorso stimolante e necessario per il presente e il futuro della nostra società e dell’ambiente in cui viviamo».

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Pubblicato il 18 Novembre 2010
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