Addio promozione del libro. Chiuse tutte le rassegne
Nel 2010 annullate diverse esperienze quali Amor di libro a Varese, Duemilibri a Gallarate, BA book festival a Busto Arsizio, Librando a Samarate
Amor di libro a Varese non si fa più. Duemilalibri a Gallarate così come BA book a Busto, Librando a Samarate non avranno più tendoni e nemmeno i tradizionali incontri. Sembra quasi si siano messi d’accordo. Nello stesso anno chiudono tutte le rassegne della promozione del libro in provincia di Varese.
Nella stessa stagione dell’ennesimo successo del Salone del libro di Torino nel nostro territorio spariscono tendoni e rassegne. Si obietterà che quella formula iniziava a dare segni di sofferenza e c’era l’esigenza di rivederne contenuti e modalità. Si dirà pure che le singole realtà stanno producendo molteplici iniziative e che in provincia arrivano comunque autori e proposte culturali.
È vero e basta pensare a Camilleri invitato di prestigio dal Premio Chiara e alla settimana in ricordo di Rodari. Resta però molto amaro in bocca per una totale assenza di programmazione da parte della Provincia.
Non è solo la scomparsa delle tanto osannate rassegne nelle principali città a farlo capire, ma anche la totale assenza di attenzione al mondo del libro. Quelle iniziative permettevano alle principali piazze delle città di essere animate grazie a momenti di incontro al cui centro c’era la cultura. Occasioni in cui le persone si potevano incontrare e confrontarsi su tanti temi diversi. Insomma non solo lo spazio per conoscere grandi e piccoli autori, ma anche occasione importante di socializzazione e di dibattito. Tutto questo quest’anno non ci sarà né a Varese, né a Busto Arsizio, né tanto meno a Gallarate.
La scarsa attenzione al mondo del libro è apparsa evidente anche al salone di Torino dove il nostro territorio era completamente assente. Un piccolo e inconsistente spazio per Macchione e per Arterigere. Un po’ poco per una provincia che ha avuto le principali tipografie in Italia, che vanta un patrimonio culturale nel mondo del libro di primo livello.
La kermesse piemontese, come il festival di Mantova dimostrano che con la cultura non solo si migliora la qualità della vita dei cittadini, ma si produce anche ricchezza economica.
Per noi è arabo tutto questo. Quanto meno lo è restando nel mondo affascinante del libro.
Di fronte alla difficoltà evidente delle singole amministrazioni e dei singoli soggetti privati a farsene carico dovrebbe essere la Provincia. C’è da augurarsi che il 2010 sia stato solo un anno difficile e che non ci sia una precisa volontà.
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