A Samarate è arrivata la pietra d’inciampo dedicata ad Amedeo Magnaghi
La posa sarà a ottobre, con una celebrazione in piazza Italia insieme alle scolaresche. Commerciante di Samarate, morì a Mauthausen nel gennaio 1945; le motivazioni della sua cattura sono ancora ignote
La pietra d’inciampo (stolpersteine) che ricorda Amedeo Magnaghi, commerciante samaratese vittima della Shoah, è arrivata in città: l’assessora alla Cultura, Maura Orlando, l’ha mostrata in consiglio comunale ieri sera, lunedì 27 giugno.
«É arrivata la pietra d’inciampo per Amedeo Magnaghi. Sono passati poco più di due anni dalla mozione presentata dai gruppi di opposizione per la richiesta delle pietre d’inciampo: da lì con l’Anpi ci siamo attivati per raccogliere i documenti e mandare la nostra richiesta all’artista Gunter Demnig (che si occupa delle pietre)». La sezione di Verghera ha anche collaborato con Anpi Varese, che li ha messi in contatto diretto con l’associazione dell’artista.
Il progetto di memoria è stato avviato da Demnig nel 1995 a Colonia, in ricordo di mille persone rom e sinti deportate a maggio 1940. Ogni pietra, posizionata davanti alle porte delle abitazioni o ai luoghi di cattura delle vittime della Shoah, porta incisi il nome, l’anno di nascita, il giorno e il luogo di deportazione e, infine, la data della morte.
Per la posa ufficiale è necessario aspettare l’autunno: «La pietra e verrà posta in piazza Italia nella zona pedonale, nel mese di ottobre, in modo da coinvolgere anche le scolaresche in una cerimonia appropriata», ha spiegato Orlando.

Presente in consiglio anche il presidente di Anpi Verghera-Samarate, Mario Marchesini: «Con l’assessore ci siamo dati delle scadenze e siamo riusciti a concludere l’iter in due anni, quando in media ce ne vogliono tre. Questa pietra rappresenta il riconoscimento di un cittadino samaratese ucciso a Mauthausen, la cui storia è sconosciuta ai più anche a causa della memoria storica di quei tempi, che sta scomparendo: i sopravvissuti sono ormai pochissimi».
Amedeo Magnaghi: “Una cattura incomprensibile”
Magnaghi è una delle tre vittime dell’orrore nazi-fascista: oltre a lui morirono Giuseppe Colombo, deceduto a Gusen nel 1945, e una terza persona, di cui purtroppo non si conosce il nome.
La storia dell’arresto di Magnaghi è particolare ma anche poco chiara. Nato il 1 luglio 1893 a Samarate, era commerciante; non era di origine ebraica e non era un dissidente politico: fu arrestato in Italia e arrivò a Mauthausen l’11 marzo 1944, per poi essere trasferito Ebensee, dove morì tra il 6 e l’8 gennaio 1945.
«Sappiamo che Magnaghi non fece mai attività politica – ha spiegato il presidente di Anpi – eppure fu imprigionato in un campo dove erano deportati gli oppositori politici: si dice che sia stato arrestato sul treno che da Milano andava a Torino, durante un viaggio di lavoro».
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