Appello per salvare il servizio tutela dei minori

In una lettera aperta, un genitore chiede di non modificare un servizio così delicato cambiando il personale che lo gestisce. Il sindaco: "Abbiamo le mani legate"

«Desidero rinnovarLe la mia più sentita gratitudine per l’alto livello qualitativo umano e professionale dimostrato dall’attuale Servizio Tutela Minori del Comune di Gavirate che ho avuto modo di conoscere in quasi quattro anni di gestione del mio caso personale. Grazie infatti al paziente e costante lavoro di esperti profondamente preparati ed estremamente sensibili, quali il dottor Gianluca Chiesa e la dottoressa Antonietta Masullo,… la mia situazione è notevolmente e inaspettatamente migliorata pur senza l’intervento del giudice (che all’inizio sembrava l’unica via di uscita); al punto che mio figlio, dopo la sapiente mediazione messa in atto dagli esperti che sono riusciti, settimana dopo settimana, a recuperare la fiducia tra i genitori, ha acquisito un benessere assolutamente insperabile fino a qualche anno fa».

 

È una lettera, giunta in redazione ma indirizzata al sindaco Felice Paronelli, in cui si implora di mantenere inalterato il servizio di tutela dei minori di Gavirate, un servizio che sta per perdere i referenti, due stimatissimi professionisti, il dottor Gianluca Chiesa e la dottoressa Antonietta Fasullo: «È un problema che ho ben presente e che mi fa male – commenta il sindaco Paronelli – la competenza e la professionalità del dottor Chiesa sono indiscutibili e i “miracoli” che ha compiuto nel suo delicato lavoro sono noti a tutti. Purtroppo, però, il servizio di tutela dei minori, che fino a due anni fa Gavirate gestiva in proprio con Cocquio, è ora di competenza dei Piani di Zona. Nell’ultima Finanziaria si è precisamente disposto che questo tipo di mansione debba essere svolto da personale di ruolo. Abbiamo proposto l’assunzione al dottor Chiesa che, però, ha rifiutato. Abbiamo le mani legate, la legge non ci permette altre vie».

Grande la tristezza, quindi, tra chi in questi anni ha conosciuto l’opera mediatrice del servizio e che, soprattutto, non comprende perché la burocrazia si metta di mezzo per rovinare ciò che funziona alla perfezione:«Eppure da qualche mese – scrive il genitore nella lettera aperta – abbiamo saputo che, a causa di incomprensibili motivi, il Servizio verrà completamente cambiato per cui non saremo probabilmente più seguiti dalle stesse persone che ci hanno per anni guidato fin qui e di cui abbiamo imparato a fidarci. La cosa, oltre a dispiacermi, mi preoccupa oltremodo non soltanto perché il mio caso personale, pur se molto migliorato, non è ancora concluso e avrà quindi comunque sempre bisogno di un efficace monitoraggio, ma anche perché conosco ahimé fin troppo bene, per esperienza professionale diretta, il livello qualitativo di molti servizi simili gestiti assai poco responsabilmente per superficialità e indelicatezza nonostante al centro delle vicende vi siano sempre soggetti indifesi e innocenti della nostra comunità, ovvero i bambini! Smontare le cose che meglio funzionano, invece di proporle piuttosto a modello per tutti coloro che operano in uno stesso settore, è un’infame abitudine che in questo caso risulterebbe un imperdonabile sacrilegio di cui responsabili sarebbero tutti coloro che se ne rendono complici non impedendo che una siffatta assurdità possa compiersi»

 

Tanta delusione viene condivisa dal primo cittadino: « Il servizio era diventato eccessivamente costoso per essere sostenuto dalla sola nostra comunità. Entrando nel piano di zona, abbiamo perso la diretta titolarità del servizi. Mi dispiace perdere un professionista come il dottor Chiesa ma non possiamo costringerlo ad accettare le condizioni imposte dalla Finanziaria. Io farò tutto quanto è in mio potere, nei limiti della legge, per salvare la qualità del servizio».

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Pubblicato il 22 Dicembre 2008
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