Il pregiudizio offusca la mente: il noir della IVC dell’Einaudi di Varese vince il Festival Cortisonici ragazzi
I ragazzi, alla seconda prestazione di rilievo al Film Festival dedicato ai corti, hanno convinto la giuria con Lipsynk. Un gioco di squadra che li ha impegnati sia a scuola sia in esterno
Si erano già fatti notare all’edizione 2024, il primo premio della giuria interna di @cortisonici_film_festival ragazzi è arrivato a confermare il valore del gruppo.
La IVC dell’istituto Einaudi di Varese si è presentata al concorso con un “noir hard-boiled” dal titolo Lipsynk. Un corto di 5 minuti per mettere in luce la capacità del pregiudizio di offuscare la mente.
Alessandro Panella ha diretto le riprese di una sceneggiatura realizzata dal compagno di banco Gabriel Fittipaldi. Un’amicizia nata proprio nelle aule dell’Einaudi che è diventata anche un’alleanza “professionale”.
La storia prende le mosse da un biscotto della fortuna cinese che renderà il protagonista capace di ascoltare i pensieri nelle menti di chi ha vicino. La vicenda si svolge in un locale notturno: qualcuno vuole fare una strage. Ma chi? la mente corre verso la persona più scontata, invece il colpo di scena finale rivela quanto i pregiudizi limitino la nostra capacità di comprendere e vedere.
Tutta la classe ha partecipato alla realizzazione del corto in gara. I protagonisti principali Davide Dell’Arte e Stefano Pontillo si muovono con disinvoltura davanti alla macchina di Alessandro Panella e Serena Silvestri: « La difficoltà maggiore è stata girare in esterno, in un locale di Varese, ora chiuso – spiega Alessandro – Avevamo preparato ogni dettaglio in laboratorio con Antonio di Lauro ma, una volta arrivati nel locale, abbiamo dovuto riadattare velocemente il copione per rendere al meglio la storia. È stata una bella sfida».
Paola Astone ha seguito il montaggio, due mesi di lavoro che hanno richiesto attenzione e cura soprattutto nel sincronizzare alla perfezione musica, suoni e parole.

Per la IVC, del percorso Servizi culturali e dello spettacolo, si è trattato di un lavoro che rientra nel PCTO, superato brillantemente: «Il premio? Un po’ ce lo aspettavamo – ammettono Alessandro e Gabriel – Ci siamo impegnati tutti e lo meritavamo».
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