Silenzio e preghiera a Gazzada Schianno in memoria della preside Troja
Mercoledì 7 tutte le classi dell'Istituto Comprensivo osserveranno un momento di cordoglio; venerdì 9 la messa in suffragio. Celebrati i funerali in Sicilia: la commozione del figlio 22enne
Riprenderanno dopo un momento di silenzio le lezioni dell’istituto comprensivo statale “don Cagnola” di Gazzada Schianno, colpito dalla tragica morte della preside Sabrina Troja. La dirigente scolastica è scomparsa improvvisamente a inizio anno mentre si trovava in Sicilia, la regione di cui era originaria: una notizia che ha suscitato profonda commozione nella zona oltre che nel mondo della scuola varesina.
Per questo motivo, nel giorno del rientro – mercoledì 7 gennaio – nelle scuole del “don Cagnola” tutti gli alunni osserveranno un momento di raccoglimento e di ricordo all’interno delle rispettive classi. Un gesto di cordoglio che comprenderà anche quello per le vittime – quasi tutte giovanissime – della tragedia avvenuta a capodanno a Crans Montana come richiesto dal ministro Valditara.
La professoressa Troja sarà quindi ricordata anche con una santa messa di suffragio: la funzione è prevista venerdì 9 gennaio alle ore 18 e sarà celebrata nella chiesa parrocchiale di Gazzada Schianno.
CELEBRATI I FUNERALI
Nel frattempo, nella giornata di lunedì 5, sono stati celebrati in Sicilia i funerali della preside. Nel corso delle esequie anche il toccante intervento del figlio 22enne di Troja che ha spiegato come, in questi giorni, ha potuto conoscere molti aspetti della madre che non conosceva. «Avevamo visioni diverse della vita, viste le nostre età diverse, e per questo avevamo dei contrasti – ha spiegato il giovane – ma questo non ci ha impedito di stare insieme anche vivendo lontano. Per questo eravamo consapevoli di dover utilizzare il poco tempo che ci rimaneva per stare insieme in maniera intensa».
Il giovane ha vissuto a Edimburgo per un anno e ha spiegato come, trascorrendo tanto tempo lontano dall’Italia, si è reso conto dell’importanza dell’educazione ricevuta dai genitori e dalla nonna. Il 22enne avrebbe voluto scrivere una lettera indirizzata ai congiunti come ringraziamento ma non lo ha fatto, «e questa è l’unica cosa che mi manca e che avrei dovuto fare».
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