Da Kareem Abdul-Jabbar a David Stern: i leggendari incontri di Toto Bulgheroni nel mondo del basket
Il presidente della Pallacanestro Varese a Radio Materia tra l'attualità («Con Scola grande sintonia, apprezzo il lavoro di Kastritis») e aneddoti incredibili. «Con Kareem in vacanza, David un amico fraterno. E mi commuovo per i nostri tifosi in trasferta»
Da Kareem Abdul Jabbar a David Stern, da Jerry Colangelo a Luis Scola passando – ovviamente – per tutto il grande basket europeo e soprattutto restando al centro della sua Varese e della sua Pallacanestro Varese. Antonio “Toto” Bulgheroni è stato il protagonista della 20a puntata di “Luci a Masnago” andata in onda giovedì 19 marzo su Radio Materia e ora disponibile per essere ascoltata in podcast. Il presidente biancorosso, 82 anni, ha dialogato con i tre conduttore del nostro programma dedicato al basket (Damiano Franzetti, Francesco Brezzi e Matteo Bettoni) parlando dell’attualità della Openjobmetis ma ha anche ripercorso alcune tappe della sua straordinaria vita trascorsa tra l’attività di grande imprenditore e i campi da basket di tutto il mondo. Di seguito la puntata intitolata “Nel nome del padre” (disponibile anche in video) e a seguire alcuni passaggi particolarmente rilevanti.
FREEMAN, PROFESSIONISTA ESEMPLARE – «La nostra vittoria è stata importante. La Nutribullet negli ultimi mesi ha inserito diversi giocatori nuovi: coach Nicola dice che il loro campionato non è finito e sono d’accordo con lui. Per quanto ci riguarda mi piace sottolineare la prova di Freeman: in tutti questi mesi si è allenato sempre con una professionalità incredibile. È un ottimo giocatore e sono convinto che in questa ultima parte di campionato sarà in grado di darci un grosso contributo. E poi voglio sottolineare il lavoro di Kastritis: sta procedendo passo dopo passo e ora ha trovato grande fluidità e molte soluzioni in attacco che ci danno grossi vantaggi».
IO E SCOLA “VEDIAMO SEMPRE LA STESSA PARTITA” – Riguardo allo stretto rapporto con Scola, Bulgheroni spiega: «Luis ha una visione a lungo termine più internazionale della mia, però abbiamo tante affinità a partire dal fatto che riusciamo a vedere sempre le partite nella stessa maniera. Non è mai capitato di avere divergenze di opinioni o visioni diverse su quello che è successo».
BACKSTAGE INNOVATIVO E CONTI IN ORDINE – Parlando della società attuale, il presidente ha spiegato: «All’interno del club abbiamo un sistema di analisi e di scouting che poche società in Europa possono vantare. Sappiamo di avere un “vincolo” economico che però stiamo gestendo in maniera corretta: oggi la Pallacanestro chiude praticamente in pari il bilancio avendo aumentato gli introiti oltre che le spese e avendo investito molto».
QUI la puntata solo audio con il consueto spazio su Spreaker
IN VACANZA CON KAREEM – Stimolato dai Damiano Franzetti, Bulgheroni ha ricordato anche un episodio ai limiti dell’incredibile. Una vacanza estiva in cui fece conoscere l’Italia a Kareem Abdul Jabbar. «Richard Percudani, mio allenatore alla All’Onestà Milano era stato il coach di Kareem alla scuola superiore. Lo invitò in Italia per una vacanza: arrivò a Milano e si unì a me e ad altri come Marino Zanatta, Giancarlo Mauri e Renato Albonico.Girammo l’Italia e la Svizzera: era un ragazzo timido ma di una timidezza voluta e difesa dalla curiosità della gente che lo guardava stranito, visto che era alto quasi 2,20. Andammo a disputare un torneo a Rimini con l’All’Onestà ma non ci permisero di farlo giocare, però ci siamo allenati insieme alla palestra di Milano della Social Osa. Quando poi andai alcune volte agli All Star Game NBA però, mi vedeva dal campo e mi indicava con il dito per salutarmi. E al funerale di David Stern mi accostai a lui e gli chiesi se si ricordasse di me. Mi guardò ed esclamò: “Toto Bulgheroni”».
DAVID STERN, UN GRANDE AMICO – Di Stern, il leggendario commissioner che fece grande la NBA, Bulgheroni era amico stretto. «Ci presentò Jerry Colangelo (proprietario dei Phoenix Suns ndr) quando organizzammo il primo torneo in Europa con squadre NBA, Nets e Suns. Nacque una grande amicizia e David mi ha invitato per 25 anni agli All Star Game; diceva che ero il suo consulente per l’Europa ma lui ne sapeva molto più di me. Un paio di mesi prima di lasciare la NBA mi chiamò e mi disse: “Hai voglia di aiutarmi a liberare il mio ufficio?”. Presi l’aereo e lo raggiunsi: sono stato tre giorni da lui e nel traslocare i suoi effetti ho visto cose incredibili. Era bellissimo trascorrere tempo con lui, si poteva parlare di tante cose: è stata una delle amicizie più belle e più forti della mia vita».
FESTA DEL PAPA’ – Con Anna parlo poco di basket per diversi motivi, con Tony ed Edo invece ci parlo ed è bello anche se a volte mi fanno sentire “vecchio” nei pensieri, ma non è così. Edo soprattutto si è riavvicinato alla Pallacanestro, ha affittato uno sky box al palazzetto e viene spesso con gli amici. Tony fa più fatica perché ci rimase male quando, dopo lo scudetto della Stella, ci insultarono e ebbe quasi uno scontro fisico con qualcuno: una cosa che lo ha segnato. Però per tutti la Pallacanestro Varese è stata una bella parentesi di vita».
ORGOGLIO PRESIDENZIALE – «In cima alla lista delle soddisfazioni metto il fatto di essere riuscito a tenere per 20 anni la Pallacanestro Varese in una certa maniera. Pur retrocedendo e poi risalendo e pur avendo perso più che vinto perché io mi ricordo e mi sogno di notte ancora adesso certe sconfitte. La maggiore soddisfazione di questo momento invece è essere stato convincente con Luis per fargli scegliere Varese come la sua strada futura. Ma poi di gioie ce ne sono tante: dal vedere Masnago piena al trovare i nostri tifosi in trasferta: mi commuovono. Ho conosciuto un signore di Reggio Emilia che va solo in trasferta; mi ha detto: “A Varese siete già in 5000 a fare il tifo, io vengo a farlo fuori casa».
DAL PARQUET – Chi non lo ha ancora fatto, può ascoltare la puntata del podcast “Dal Parquet” dedicato alla partita di domenica scorsa tra Openjobmetis e Nutribullet Treviso. La trovate nel box sottostante.
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