Al via l’autopsia per l’omicidio di Induno Olona, il sospettato rimane in carcere
Convalidato il fermo a carico di Gesuino Corona. Le difese degli Ambrosino vogliono sapere se la vittima sia stata colpita anche mentre era a terra
È stato affidato dalla Procura questa mattina, mercoledì, l’incarico per eseguire l’autopsia sul corpo di Enzo Ambrosino, trent’anni, ucciso sabato notte a Induno Olona.
L’esame verrà eseguito dalla dottoressa Chiara Rossetti della medicina legale del Circolo e gli avvocati della famiglia Ambrosino, Marco Lacchin, e del padre della vittima (ad oggi in carcere, arrestato lunedì), Paolo Bossi, hanno chiesto l’integrazione nel quesito sulla causa del decesso anche degli elementi tali da ricostruire se la vittima abbia patito lesioni anche una volta finita a terra, e la possibile ricostruzione circa la posizione degli aggressori.
Da una prima ispezione cadaverica Enzo Ambrosino risulta colpito da un profondo fendente nella zona laterale del busto, in zona toracica. Al confermento dell’incarico erano presenti i legali delle parti interessate e quindi anche I famigliari della vittima, ancora visibilmente scossi da quanto accaduto.
Dall’ufficio Gip di Varese giunge intanto la conferma della convalida del fermo a carico di Gesuino Corona, considerato l’esecutore materiale dell’omicidio: il cinquantenne rimane in carcere in custodia cautelare. Emergono poi nuovi elementi sui fatti: ad affrontare Enzo Ambrosino sabato sera erano in sei: Corona padre e figlio (in carcere), un loro parente, due fratelli e un sesto uomo non ancora identificato. Gesuino Corona sarebbe arrivato sul posto in moto.
A questo punto manca la precisa ricostruzione dei fatti – o meglio, non è ancora stata resa nota – che potrà emergere dagli interrogatori degli arrestati di lunedì (Gennaro Ambrosino padre della vittima e Dimitri Corona figlio dell’uomo sospettato dell’omicidio) che verranno fatti da remoto nel pomeriggio di mercoledì dal Gip di Varese, dottor Marcello Buffa; inoltre sarà importante l’analisi delle telecamere. Ma già da ora emerge che appena dopo i fatti i due feriti, Corona padre e figlio avrebbero tentato di raggiungere un ambulatorio ad Arcisate, e trovandolo chiuso (era passata l’una di sabato nel cuore della notte) si sono messi in marcia verso il pronto soccorso di Varese; da lì sarebbero poi stati ricoverati a bordo di mezzi di soccorso al Sant’Anna di Como e al Niguarda.
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
lenny54 su Il professore che a Mosca ascoltava Putin viene a Varese spiegarci la guerra
principe.rosso su Il professore che a Mosca ascoltava Putin viene a Varese spiegarci la guerra
lenny54 su Il professore che a Mosca ascoltava Putin viene a Varese spiegarci la guerra
Felice su Il professore che a Mosca ascoltava Putin viene a Varese spiegarci la guerra
principe.rosso su Il professore che a Mosca ascoltava Putin viene a Varese spiegarci la guerra
Fabio Rocchi su Il professore che a Mosca ascoltava Putin viene a Varese spiegarci la guerra










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.