«Conoscere la tecnologia per governarla», all’Insubria il ruolo degli studenti nel futuro del Made in Italy
Confronto tra istituzioni, aziende e giovani all'ateneo varesino per conoscere meglio sfide e opportunità del settore manifatturiero e ascoltare storie di aziende che sono riuscite a fare la differenza
All’Università degli Studi dell’Insubria gli studenti sono andati a lezione di Made in Italy. In occasione della giornata nazionale dedicata alla manifattura italiana, il tour “Il Made in Italy che forma il futuro” ha fatto tappa nell’ateneo di Varese mercoledì 22 aprile per far incontrare istituzioni, aziende e giovani e riflettere insieme su sfide e opportunità di un settore in trasformazione.
L’incontro organizzato da Conflavoro PMI e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy si è svolto nell’ambito del corso di laurea in Linguaggi politici diretto dal docente Paolo Bellini. Al centro del dialogo: l’importanza dell’innovazione, ma anche come le nuove tecnologie possano diventare uno strumento utile a tutelare il capitale umano (se si sa come utilizzarle al meglio).
Spazi da rigenerare
Il tessuto economico della città e della provincia di Varese è animato soprattutto dalle piccole e medie imprese, mentre molte delle grandi aziende che un tempo operavano nel Varesotto ora non esistono più, hanno ridimensionato gli stabilimenti, oppure hanno preferito spostare la produzione. I loro edifici, però, sono rimasti e per il Comune di Varese rappresentano una risorsa ancora da sfruttare.
«Siamo al lavoro – afferma il vice sindaco di Varese, Ivana Perusin – per promuovere strumenti di rigenerazione urbana volti a recuperare le vecchie strutture industriali e restituire quegli spazi alla popolazione».
Nonostante nel corso degli anni il contesto della provincia di Varese sia cambiato e stiano crescendo nuovi settori come il turismo e i servizi, secondo Perusin l’industria deve continuare a essere centrale. «La manifattura – aggiunge – è il cuore della nostra città. Non possiamo permetterci di abbandonarla».
Aiutare i giovani a trovare e costruire lavoro nel proprio territorio
Se le opportunità di studio e formazione in provincia di Varese sono numerose, molti giovani talenti preferiscono recarsi altrove per lavorare e trasformare le loro idee in realtà.
«Il nostro compito – ha sottolineato la consigliera regionale Romana Dell’Erba – è fornire alle nuove generazioni più possibilità di trovare impiego e fare impresa nel proprio territorio».
Patto tra università e aziende per la formazione
Al tema dei “talenti in fuga” si affianca quello della incompatibilità tra la formazione accademica e le competenze effettivamente ricercate sul mercato del lavoro.
«Bisogna assottigliare – commenta Giuseppe Ligotti, presidente di Conflavoro Pmi Varese – la distanza tra università e imprese, anche attraverso percorsi di tirocinio più pratici e attivi capaci di rendere i giovani davvero pronti a confrontarsi col lavoro».
Il ruolo dei giovani nell’innovazione
Dall’incontro è emersa l’importanza dell’innovazione per il futuro del Made in Italy e secondo i relatori i giovani possono svolgere un ruolo fondamentale nel sfruttare le opportunità offerte dai nuovi strumenti: prima fra tutte, l’intelligenza artificiale.
«Capire la tecnologia – aggiunge Ligotti – è la chiave per governarla. Se non si riesce a sfruttarla, il rischio è quello di ritrovarsi fuori dal mercato».
Studenti e aziende a confronto
La seconda parte dell’incontro è stata dedicata alle esperienze dirette di alcune aziende del territorio che hanno affrontato il cambiamento: Estyl, Nextia Trade Consulting & Service, Strategia & Organizzazione – VSA e BAGA – Business Angels Golf Association.
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