Comec Italia: “Quello che ci manca è l’inchiostro”
Leader mondiale nello stampaggio a tamponi, l’impresa compie 45 anni. Walter Baggini racconta la sua storia: da Disney World a Boston, dalle palline da golf alle grandi industrie con un passaggio generazionale “morbido”.
La parola d’ordine, alla Comec Italia Srl al Centro Artigianale di Cavaria, è autonomia. Con i suoi 80 dipendenti, le 10 filiali estere (Spagna, Francia, Turchia con piccole partecipazioni societarie in quella negli Stati Uniti) e i 45 anni appena compiuti, la Comec rappresenta una gemma nel panorama dello stampaggio a tamponi. In Italia c’é solo un’altra impresa di riferimento in questo settore, e nella top ten mondiale l’azienda fondata nel 1970 dai fratelli Baggini – Walter e Edgardo – si colloca tra le prime cinque posizioni.
Autonoma in tutto il ciclo produttivo e nella componentistica, l’unico prodotto che acquista è l’inchiostro: «Questo proprio ci manca – dice Baggini sorridendo – ma le miscele escono dal nostro laboratorio secondo i colori pantone che desiderano i clienti». Per il resto il ciclo interno è completo: 2 ingegneri elettronici, 4 progettisti, reparti elettrici, meccanici e per la verniciatura, strutture per realizzazione dei tamponi in silicone, un ufficio tecnico e uno grafico per 6mila metri quadrati di capannoni ad alto contenuto tecnologico.
E’ anche grazie a questo se negli ultimi anni la Comec ha capovolto il rapporto del fatturato tra estero e casalingo: il primo ormai occupa il 70 per cento della produzione. Una scelta, quella di aprirsi sempre più all’export, presa dai Baggini più di 20 anni fa. L’Italia si è fatta sempre più piccola, mentre alla Comec a crescere è stato l’ufficio commerciale: Manuele, il figlio di Walter, ha studiato alla Scuola Europea e parla correntemente quattro lingue, Paola è italo-americana e controlla tutto il mercato inglese, Anastasia è russa e segue l’intero Est Europa mentre Michela si dedica all’Europa con particolare attenzione a Francia e Spagna. Clienti “gold” sono gli Stati Uniti, la Germania e la Polonia. Sono tutte quelle grandi industrie che si muovono negli elettrodomestici, nell’automotive, nel medicale e portano i nomi di Whirlpool, Zanussi, Bosch, Audi, Fiat, BMW.
Oggi Baggini dice che la sua azienda «è una vera famiglia: l’anzianità media si aggira sui 30 anni di lavoro e nessuno se ne vuole andare. Ne sono orgoglioso: ho superato la soglia dei settant’anni, mio fratello Edgardo è più giovane di me di sedici anni e mio figlio Manuele ha sedici anni in meno di mio fratello. Diciamo che il passaggio generazionale, da noi, è stato morbido e continuo: senza fratture e inserendo in azienda giovani preparati e motivati». Così la trasmissione dei saperi si appoggia morbidamente in azienda così come fanno i tamponi sui prodotti. Perché alla Comec Italia si stampa su ogni materiale: il segreto sta nella matrice e nello studio della superficie. Poi tutto è apparentemente semplice.
Non lo era, però, quando Walter e Edgardo partecipano nel 1984 ad una prima fiera del settore a Boston: «Masticavamo l’inglese così come lo masticano un perito elettrotecnico e uno meccanico. In America avevamo portato macchine per un valore di 150 milioni di lire: tutte vendute. Capirai, un successo così è una bella spinta! Da allora non ci siamo più fermati».
Da 45 anni la Comec Italia ricorda l’avventura a Boston e la scintilla che invece diede l’idea a Walter e ad un suo amico di provare con la stampa: «Dieci anni prima, a Disney World, scopriamo una macchina che stampa sulle magliette. Dopo 20 giorni eravamo già in Germania dove avviene l’incontro che cambia la nostra vita: l’imprenditore che ha brevettato il pad printing. Oggi, dopo aver brevettato in Italia il sistema di stampaggio e dopo aver inventato le macchine che stampano sulle palline da golf, siamo ancora qui con lo spirito giusto: ci adattiamo, siamo curiosi e abbiamo la voglia di vincere le nostre sfide». Quelle di seguire il cliente in tutto il percorso, dalla commissione alla progettazione all’assistenza post-vendita: «In questi giorni tre miei collaboratori sono in Francia per avviare alcune macchine; a breve ne partirà una che stampa su 60mila tappi in un’ora, poi abbiamo due gioielli: una utilizzata dalla Zecca di Canada, India, Svizzera (ma altre sono già in preparazione) e un’altra per la stampa in piano di immagini con una risoluzione grafica eccezionale». Un processo che non ha fine perché «le macchine – conclude Baggini – mangiano tamponi, cliché e inchiostro. E noi sappiamo come sfamarle».
Scheda dell’azienda
Comec Italia
Piazzale del Lavoro 149
Cavaria con Premezzo 21044 (VA)
tel: 0331-219516
fax: 0331-216161
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