“Era una serata tranquilla. Poi siamo stati travolti”
Il drammatico racconto di Luciana, in vacanza a Nizza con il marito e i nipoti. Anche loro erano sulla promenade per godersi la festa
Erano in spiaggia Luciana e il marito Guido residenti a Varese, in questi giorni in vacanza a Nizza. Come tutti gli anni erano arrivati per vedere i fuochi d’artificio organizzati per ricordare la presa della Bastiglia, la grande festa nazionale francese. Insieme a loro i due nipoti, Andrea e Fabio di 13 e 16 anni: « Lo spettacolo pirotecnico era appena finito ed eravamo risalti sulla promenade all’altezza di Plage Neptune – ricorda Luciana – volevamo sentire un po’ di musica e abbiamo iniziato a camminare. Eravamo proprio al centro della strada. Attorno a noi tantissima gente. Molta più degli anni precedenti. Moltissimi i turisti».
A un certo punto si sentono nitidi degli spari, la gente inizia a spingere a urlare: « Gridavano “scappate, scappate”. È stato un attimo: mi sono ritrovata sola. Mio marito e i ragazzi erano spariti. Mi sono rintanata in un piccolo bar. Ero angosciata: i ragazzi non sanno il francese e chissà cosa stava accadendo. Mi sono fatta forza e sono ritornata in strada. Ma di nuovo colpi di arma da fuoco e urla, tante urla. Ho ripreso a correre. Disperata. Un uomo ci ha chiamato, ci ha fatto entrare nel suo ristorante per ripararci. All’interno una giovane donna con una carrozzina piangeva disperata: parlava di un camion bianco, di morti, di armi. Ho provato a telefonare a mio marito ma le linee erano intasate».
Dopo una decina di minuti, Luciana torna in strada: « Non si sentivano più spari ma c’era tanta confusione. Ho chiamato Guido e mi ha risposto. Loro erano rimasti uniti e stavano bene. Ci siamo ritrovati alla macchina. Ci siamo messi in viaggio per tornare a casa ma tutte le strade erano intasate… Solo una volta a casa, davanti alla televisione accesa mi sono resa davvero conto di quello che avevamo vissuto e ho provato un’angoscia enorme».
Oggi Luciana, il marito e i due ragazzi sono rimasti a casa: « La spiaggia e la promenade sono rimaste bloccate. Nessuno poteva circolare. Guido e i nipoti hanno visto il camion sfrecciare sulla strada e andare a zig zag per colpire quante più persone possibile. La figlia dei nostri amici ha visto i cadaveri a terra: una scena straziante».
Eppure la serata sembrava tranquilla: « C’era tanta polizia e ambulanze. Il clima era sereno, questa è una festa molto sentita che coinvolge le famiglie. C’erano moltissimi bambini. Sulla promenade non ci si muoveva per la troppa gente. Eravamo tranquilli. Poi tutto è diventato drammatico: ho pensato subito a un atto terroristico».
Dopo i tragici fatti del 14 luglio, molti turisti hanno lasciato la Costa Azzurra: « Non non ce ne andiamo. Non ha senso. Ciò che è stato, è stato. Qui o da un’altra parte, il pericolo è sempre presente. Non ha alcun senso scappare».
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