“Regione Lombardia non può sostituirsi al governo”
Roberto Maroni, ospiti di Compagnia delle Opere di Varese, ha risposto anche alle critiche dure venute dalla Cisl sui primi 100 giorni della giunta regionale. Tra i temi dell'incontro, educazione e imprese
Il mondo dell’impresa e del sociale dialoga – con qualche diffidenza – con la politica regionale: la Compagnia delle Opere di Varese ha messo a confronto gli associati e tre rappresentanti d’alto livello di Regione Lombardia, vale a dire il presidente Roberto Maroni, il presidente del consiglio Raffaele Cattaneo e il capogruppo del Pd (principale partito di minoranza) Alessandro Alfieri. «Una occasione d’incontro tra politica e società, in un periodo in cui questo non è di moda: oggi nessuno vuol sentir parlare della politica, dopo anni di perdita di credibilità»: il direttore di Cdo Juri Franzosi così definisce l’appuntamento. Un confronto a più voci, partendo dalle osservazioni di famiglie e imprenditori, «non per allungare le lamentazioni sul modello dei talk-show dove si spara al politico, ma per focalizzare invece i problemi partendo dalla quotidianità». Tra i temi toccati da Maroni l’inevitabile passaggio “etico” sulla scuola e il diritto all’educazione (con la condanna della difesa troppo ideologica e rigida della scuola pubblica) e due argomenti d’interesse economico, sulla semplificazione burocratica e sull’accesso al credito.
«Uno dei punti centrali del mio programma di governo riguarda la semplificazione e la riduzione degli oneri burocratici» ha spiegato il presidente della Regione. «Voglio proseguire nel piano d’azione già varato nel 2011 e cioè Lombardia Semplice e fare ancora di più». Quanto invece al sostegno all’accesso al credito, Maroni ha ricordato: «Lo scorso 31 maggio abbiamo approvato una delibera che mette a disposizione 22 milioni ai Confidi facilitando l’accesso a un capitale di 500 milioni di euro». Tra le altre misure già in atto Maroni ha ricordato "Credito Adesso" (280 milioni ancora disponibili); il Fondo di rotazione per l’imprenditorialità (40 milioni disponibili); ‘Aster’ (7 milioni disponibili); ‘Raid’, la rete per le imprese in difficoltà. «Queste misure – ha aggiunto Maroni – spesso non vengono utilizzate, perché non sono conosciute o perché la parte burocratica è troppo costosa o impegnativa. La cosa fondamentale è dunque rendere accessibili in tutti i sensi queste misure». Con Maroni e con gli imprenditori della Cdo hanno interloquito poi anche il capogruppo del Pd Alessandro Alfieri e il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo. Maroni ha anche risposto alle critiche venute dai sindacati e in particolare dalla Cisl, con il segretario Cisl Lombardia Gigi Petteni che ha definito «fallimentari» i primi 100 giorni della giunta regionale e ha chiesto più incisività anche sul welfare. «Posso anticipare risorse che il governo mi dà, ma non posso sostituirmi all’inerzia del governo» ha risposto Maroni sul tema della cassa integrazione. «Quindi i Sindacati si rivolgano al chi deve mettere i soldi e non li ha ancora messi, il governo».
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