Poker clandestino, chiuse bische in 3 locali
In viale Belforte, a Gallarate e a Busto Arsizio: 80 denunciati, 200 iscritti, anche i minorenni pare andassero a giocare a Hold'em in luoghi non autorizzati
Stando alle accuse, si tratta di bische clandestine. Tavoli verdi, fiches, soldi. E il reato contestato di gioco d’azzardo. Polizia e guardia di finanza hanno fatto irruzione in 3 circoli di Varese, Gallarate e Busto Arsizio, e scoperto tornei di Texas hold’em non autorizzati, frequentazioni di pregiudicati (che tuttavia non sono reati a carico dei titolari) ma soprattutto i dati anagrafici di minorenni iscritti ai registri.
Gli investigatori hanno denunciato 80 persone, e rinvenuto 2000 nomi iscritti ai registri. I locali sono il “Bluff sport” di viale Belforte 178 a Varese, il “Lucky club” di via Vittorio Veneto 8 a Gallarate, il “Domino Club” di via Confalonieri 4 a Busto Arsizio.
Il texas Hold’em per essere praticato ha bisogno di una autorizzazione dei monopoli di stato, è valido nei siti internet e nei casinò ma non nei locali; tuttavia esiste un vuoto normativo, che ha permesso ad alcuni esercenti di far valere proprio questa vacanza per avviare le attività. Le due procure di Varese e Busto Arsizio e la questura hanno contestato agli 80 denunciati, sulla base del principio che esercitare questa attività sia fuori legge, il reato di partecipazione e giochi d’azzardo. Ai titolari è stato contestato il gioco d’azzardo vero e proprio. In particolare, i locali non rispettavano uno dei principi normativi, ovvero consentivano ai giocatori il cosiddetto “rebuy”, ovvero di continuare a giocare anche oltre il versamento della cifra iniziale, che in genere si attesta sui 100 euro per partecipare al torneo. I locali funzionano come circoli privati, dunque bisogna avere la tessera per entrare, ma in alcuni casi i clienti erano stati introdotti e associati sul momento. A Varese, il "Bluff sport" è nella zona del centro commerciale della Ex Divarese: sono stati trovati 16 giocatori, denaro, 500 nomi sul registro, e minorenni iscritti. Due tavoli, due mazzieri (di cui una donna).
Al “Lucky club” di Gallarate, che è stato anche sottoposto a sequestro (ma riaprirà pagando una sanzione) erano presenti 20 persone. Al “Domino Club” di Busto Arsizio, infine, vi è ufficialmente un’associazione sportiva, con 900 soci. Ci sono 4 tavoli, e vi erano anche dei pregiudicati. Secondo gli inquirenti vi potrebbe essere anche un’elusione delle normative fiscali, ma al di là delle violazioni amministrative, o del reato di gioco d’azzardo che sarà contestato nelle prossime ore dalla procure, rimane il fenomeno a interessare la pubblica opinione. Il gioco patologico è oggi una delle emergenze sociali peggiori. I frequentatori delle bische di hold’em (bische perché fuori dalla normativa, ma in ogni caso si tratta di locali dove si fa un’attività che è oggetto di discussione nelle Asl, così come il videpoker è legale ma discusso) sono di tutte le categorie sociali. Impiegati, pensionanti, commercianti, studenti, con una età media che in certi casi è addirittura molto bassa: 20 anni o 30 anni.
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