Quello strano modo di finanziare il traffico di stupefacenti col gasolio
La banda di trafficanti di droga finita in manette questa mattina usava carburante rubato dai serbatoi per viaggiare in Europa e acquistare droga
Passavano le notti a succhiare benzina dai camion all’interno delle ditte di autotrasporti di tutto l’Alto Milanese, cambiavano sempre bersaglio per non destare troppi sospetti. Era il loro modo di finanziare un florido e intenso traffico di droga, scroccando la benzina per i loro lunghi viaggi in giro per l’Europa alla ricerca di narcoaffari tra parenti e amici all’estero.
La banda di albanesi arrestata stamattina dai Carabinieri di Busto Arsizio, della quale facevano parte anche due italiani e una rumena, non è mai stata vista ad una pompa di benzina perchè il gasolio lo trasportavano direttamente in auto, con apposite taniche.
Quattordici i colpi ricostruiti e contestati nell’ordinanza. Prima facevano i sopralluoghi, poi si presentavano di notte con taniche e tubi e poi iniziavano la loro opera di saccheggio dei serbatoi. Una scelta che gli investigatori hanno cercato di interpretare pensando ad eventuali tracce che avrebbero lasciato acquistando la benzina nei vari distributori, durante i loro viaggi.
Per gli uomini del capitano Marco D’Aleo non è stato facile ricostruire tutta la catena anche perchè l’attività investigativa era partita da una fonte confidenziale che aveva messo i carabinieri sul primo nucleo della banda, autori di un furto di 600 rotoli di tessuti pregiati da un’azienda di Cuggiono, poi stoccati in un capannone di Castano Primo dove, incredibilmente, se li fanno rubare da qualcun’altro.
Proprio da questo episodio del furto di merce già rubata parte l’attività investigativa che porta i carabinieri (grazie alle intercettazioni e al gps quando possibile, ndr) tra depositi di camion, in case e luoghi pubblici dello spaccio, in Albania, Germania, Spagna e Olanda a bordo di auto sempre diverse per trasportare la droga in sicurezza ma col gasolio dei camion che ogni mattina partono da Uboldo, Lainate, Parabiago, Arluno e altri comuni della zona.
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