Varese
In 300 al cenone solidale. E per il 2017 si cerca uno spazio ancora più grande
E’ la proposta di Luisa Oprandi di fronte alla grande partecipazione delle persone all’oratorio di Giubiano, da sempre teatro della serata
E’ la proposta di Luisa Oprandi di fronte alla grande partecipazione delle persone all’oratorio di Giubiano, da sempre teatro della serata
È partita la grande macchina organizzativa dell’ultimo dell’anno solidale organizzato per riunire all’oratorio di Giubiano, chi è solo ed emarginato e chi ha voglia di conoscere questa realtà
E’ oramai diventata una consolidata – e piacevole – tradizione: torna l ‘Ultimo dell’anno solidale, il cenone del 31 dicembre all’oratorio di Giubiano che unisce gli ultimi con chi vuole passare una serata di capodanno diversa
Disoccupazione ma anche scelte di vita sbagliate. Situazioni di emergenza momentanea o emarginazione “cronica”. Chi sono i poveri in città e cosa si fa per aiutarli a riprendere in mano la propria vita
3 consiglieri dem si sono autosospesi dalle commissioni. Sono i dissidenti Mirabelli, Infortuna, Oprandi. Ecco i motivi
Sabato 9 luglio alle 10, quando si riunirà il primo consiglio comunale a Palazzo Estense, ci saranno anche i sostenitori della professoressa, la più votata nel consiglio comunale con 781 preferenze
Luisa Oprandi, la consigliera comunale più votata nelle ultime elezioni, commenta la sua esclusione dalla giunta con una lunga lettera
I più votati sezione per sezione: Esposito e Pepe a Capolago, Oprandi a Valle Olona e San Fermo, Zanzi a Sant’Ambrogio, Miedico è il re di Belforte
“Nutrito l’elenco delle situazioni alle quali risulta necessario ed urgente dare risposta”, scrive il consigliere Pd
Le foto di una frazione di Varese poco conosciuta LEGGI L’ARTICOLO
Salire a Cascina Mentasti non è facile, viverci ancora meno. Due consiglieri raccontano un pezzo di Varese dimenticata
Dopo l’ultimo incidente mortale, i consiglieri Luisa Oprandi e Fabrizio Mirabelli, mostrano gli interventi mai conclusi sulla via principale di Valle Olona

Una lettera aperta accende i riflettori sull’assistenza di fine vita: tra norme e realtà, il divario può diventare drammatico. Dalla scelta dell’hospice a casa al silenzio degli operatori: una testimonianza che chiede maggiore tutela per i pazienti
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