Scuole, “situazione esplosiva”. Vertice con la Provincia

Aumentano gli studenti ma non ci sono spazi. Il 2001 si annuncia ad alto rischio per la regolarità delle lezioni

Non ci sono più spazi nelle scuole superiori di Gallarate. E per garantire un anno scolastico regolare, nel prossimo settembre, la Provincia dovrà fare i salti mortali. La preocupazione è emersa durante un vertice tenutosi due giorni fa, tra l’assessore alla pubblica istruzione di Villa Recalcati Andrea Gambini e quattro dirigenti scolastici della città: il dott. Claudio Merletti (Ipc Falcone), il dott. Adorno (Itc), Dott. Macchi (in rappresentanza dell’Itis) e il dott. Zanotta dell’Ipsia. Questi quattro isituti dovranno tentare di distribuirsi gli spazi in modo che ad ogni studente possa corrispondere un’aula e un banco. Altro che computer, siamo all’abc del diritto allo studio. Le strutture sono quelle che sono e l’aumento esponenziale di alcuni isitituti, soprattutto il Falcone, mette davvero a rischio il comparto scuole. "E’ una situazione esplosiva" hanno commentato, senza mezzi termini, l’assessore e i dirigenti scolastici. Quello gallaratese é senza ombra di dubbio il comparto più difficile da governare dell’intero quadro provinciale. 

Nel corso del 2001 sono previsti lavori di adeguamento nel Falcone di via Rusnati e nell’Ipsia di piazza Giovine Italia. Il Falcone, il caso più eclatante, avrà bisogno di 10 aule per 7 classi. Alcune torneranno nella sede di via Bellora ma le altre? Un primo risultato è stato ottenuto grazie al Comune, che, con la mediazione della Provincia, ha ceduto due classi delle scuole elementari adiacenti all’isitituto di via Rusnati. Ma a metà febbraio arriveranno le schede di iscrizione dei nuovi alunni. "Il Falcone non può avere 17 prime questo é certo" spiega il dirigente scolastico Claudio Merletti. A fine febbraio ci sarà un nuovo incontro con l’assessore per valutare la situazione. Se le iscrizioni non diminuiranno il problema si aggraverà. E, secondo quanto emerso dal vertice di martedì, non c’è più un’aula disponibile. Tra le ipotesi per sbrogliare la matassa potrebbe esserci quella di trovare immobili da affittare. Ma anche questa strada va affrontata con cautela. I tempi potrebbero essere troppo stretti. Poi ci sarà anche qualche piccola frizione da limare. Ad esempio, la sede di via De Albertis, in condivisione tra Ipc e Itc, vede impegnate le due scuole in un piccolo contenzioso. Il Falcone si lamenta, perché pur avendo un numero di classi più o meno identico a quello dell’Itc Gadda, avrebbe spazi meno confortevoli. Niente di buono sotto il sole, quindi, sperando che i prossimi mesi vedano spuntare fuori dal cilindro quelle aule che ora sembrano solo un sogno.

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Pubblicato il 01 Febbraio 2001
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