Piano socio-sanitario: proseguono i lavori

Concluso il dibattito preliminare, è iniziato l’esame degli ordini del giorno. La prossima settimana si continua nei giorni di martedì, mercoledì e giovedì

Riceviamo e pubblichiamo
Sono ripresi questa mattina per il terzo giorno consecutivo i lavori del Consiglio Regionale, dopo che ieri sera, con gli interventi dell’assessore alla Famiglia e alla Solidarietà Sociale Giancarlo Abelli (Fi) e dell’assessore alla Sanità Carlo Borsani (An), si è concluso il dibattito preliminare sul piano socio-sanitario.
Nella nottata di ieri è cominciata l’illustrazione dei 181 ordini del giorno, sul cui esame oggi prosegue la seduta, in attesa di affrontare e votare successivamente i 2592 emendamenti. Il Consiglio Regionale, convocato oggi sino alle ore 24, tornerà a riunirsi nuovamente la prossima settimana nelle giornate di martedì, mercoledì e giovedì.

Il dibattito preliminare ha intanto confermato le posizioni della vigilia, offrendo spunti di approfondimento, ma lasciando anche qualche strascico polemico.

"Ritengo sia stato un buon dibattito –evidenzia Massimo Buscemi (Fi), presidente della Commissione Sanità e Assistenza- anche se purtroppo contraddistinto dalle strumentalizzazioni dell’opposizione, comunque subito respinte. Sono dispiaciuto per gli interventi offensivi di Ferrari e Martinazzoli, al limite della decenza politica, che hanno involgarito una discussione fino ad allora di alto livello. Interventi che, se effettuati all’esterno dell’aula consiliare, sarebbero stati sicuramente oggetto di querela per calunnia. Ritengo pertanto che tali interventi siano frutto di vigliaccheria, e mi auguro che gli altri consiglieri di opposizione prendano pubblicamente distanza da quanto detto da Ferrari e Martinazzoli".

L’intervento di Mino Martinazzoli non è piaciuto neppure a Carlo Saffioti (Fi), relatore del provvedimento. "Mi auguro che i cittadini lombardi non si lascino influenzare dagli slogan demagogici di chi non ha neppure rispetto per loro, al punto da arrivare a definirli addirittura "babbei", come fatto da Martinazzoli. Per il resto, registro ancora una volta l’incapacità dell’opposizione di guardare avanti; il centrosinistra resta ancorato su posizioni nostalgiche, conservatrici e inadeguate a rispondere alle nuove esigenze della sanità lombarda e a garantire un servizio sanitario pubblico efficiente".
Di parere diverso il capogruppo dei Socialisti Democratici Italiani Roberto Biscardini, che definisce l’attuale modello del piano socio-sanitario "mercantile, dove la sanità viene intesa solo come bene di consumo". Biscardini rilancia e rivendica con orgoglio una concezione della sanità "di tipo riformista, che si inserisce nel filone storico e tradizionale che dagli inizi del Novecento caratterizza la sanità lombarda, fatto di pubblico e di privato no-profit. In ogni caso –conclude Biscardini- esprimo un giudizio positivo sul dibattito, che ha portato chiarezza sulle rispettive posizioni, e respingo al mittente le accuse di ostruzionismo che ci sono state rivolte".
Chi attende risposte più chiare, è Lorenzo Strik Lievers (Radicali), che condiziona il voto finale del suo gruppo alla posizione definitiva che assumeranno la Giunta e la maggioranza sugli emendamenti presentati dai radicali. "Il confronto è aperto –dichiara Strik Lievers- nel dibattito sono stati sollevati problemi seri e di forma. Lo scontro è ora sulle scelte di indirizzo fondamentali, e il nostro voto potrà essere favorevole solo se il piano socio-sanitario si presenterà nella sua versione finale non come una generica e confusa dichiarazione di intenti, ma come una vera scelta liberale".

Difende l’attuale impostazione del piano socio-sanitario Giulio Boscagli, capogruppo di Forza Italia: "In alcuni casi l’opposizione ha assunto atteggiamenti strumentali, ma quanto meno è stata fatta definitiva chiarezza sulle rispettive posizioni e soprattutto, nel corso del dibattito, c’è stata occasione ed opportunità di fare luce sulle inesattezze e sulla demagogia messa in atto dalla sinistra. Abbiamo evidenziato come non sia in atto nessuno smantellamento della sanità pubblica, ma piuttosto una sua razionalizzazione destinata ad offrire maggiore qualità ed eccellenza nel servizio sanitario lombardo". Concetti analoghi esprime anche Romano La Russa (An): "La discussione si è esaurita in un lungo comizio che ha evidenziato l’intento puramente ostruzionistico dell’opposizione, come dimostra l’assoluta mancanza nei loro interventi di proposte sostanziali e alternative. Alla fine comunque questo piano socio-sanitario sarà approvato, e non è certo qualche notte di attesa in più che potrà condizionare il voto favorevole".

Profondamente deluso è Carlo Monguzzi (Verdi). Laconico il suo commento: "Un dibattito negativissimo, di bassissimo livello, praticamente un dialogo fra sordi. Se così doveva essere , allora meglio non farlo neppure, abbiamo dato una pessima immagine del Consiglio Regionale a tutti i cittadini lombardi". Negativo anche il giudizio di Domenico Zambetti (Cdu): "La discussione ha assunto toni di sapore ideologico che dovrebbero essere esiliati dal tempo e dalla storia, e molte relazioni erano preconfezionate da enti o associazioni vicine a questo o quel candidato. Meglio sarebbe pensare ad essere costruttivi, senza scadere in stereotipi di tipo calcistico della serie "viva il pubblico, abbasso il privato", o viceversa. Al cittadino lombardo non interessa sapere se l’ospedale dove viene curato sia pubblico o privato, ma solo avere la possibilità di essere assistito adeguatamente e in tempi rapidi. Ed è questo ciò che noi vogliamo".

Parte invece all’attacco Pierangelo Ferrari, capogruppo dei Democratici di Sinistra: "Il dibattito ha mostrato in modo lampante l’imbarazzo della maggioranza: fra i consiglieri di maggioranza hanno parlato in pochi, nessuno per difendere il piano, ma solo per attaccare l’opposizione. Registro inoltre come la Lega Nord si sia defilata, ad ulteriore dimostrazione della debolezza di questo piano socio-sanitario. Faremo di tutto per bocciarlo e respingerlo". Immediata la replica di Davide Boni, capogruppo del Carroccio: "La Lega Nord è omogenea e coesa alla maggioranza, e difendiamo con forza questo piano socio-sanitario, a cui abbiamo dato il nostro contributo fondamentale nelle scelte e negli indirizzi. I vecchi giochetti della sinistra mirati a dividere la maggioranza ormai sono superati e non fanno più neanche notizia, puntualmente vanificati dai fatti".

Soddisfatto è Battista Bonfanti (Ppi), secondo cui la discussione ha evidenziato le ragioni dell’opposizione. "E’ emerso chiaramente come le nostre richieste di una disamina approfondita nei tempi e nei modi, non fosse legata a motivi puramente ostruzionistici, ma dettata da ragioni profonde di dissenso che abbiamo avuto modo di poter argomentare". Analogo è il giudizio di Giovanni Confalonieri, capogruppo di Rifondazione Comunista, che rivendica "l’utilità di spazi ampi per un approfondimento doveroso delle motivazioni che stanno dietro la nostra protesta. Gli interventi –ribadisce ancora Confalonieri- sono entrati tutti nel merito della questione e siamo soddisfatti per aver avuto la possibilità di portare all’attenzione del Consiglio Regionale anche le ragioni della società civile e delle sue associazioni, che in precedenza non avevano avuto purtroppo la possibilità di esprimere con compiutezza la loro posizione".

Lodano la funzione del dibattito e del confronto Milena Bertani (Ccd) e Elisabetta Fatuzzo (Pensionati). "Il dibattito si è rivelato utile –conferma la Bertani- ed il lavoro che seguirà ora sarà impegnativo, ma sicuramente rispettoso delle convinzioni di ciascuno e frutto di uno spirito dialettico improntato al confronto". "Le problematiche sollevate dall’opposizione –aggiunge la Fatuzzo- saranno tenute in considerazione dalla maggioranza, come del resto già è avvenuto in commissione. Ovviamente senza snaturare la concezione e il modello alla base del piano socio-sanitario".

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Pubblicato il 01 Febbraio 2002
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