Adamoli scrive a Nicoli sul permesso di ricerca di idrocarburi

Lettera del consigliere regionale della Margherita all'Assessore regionale alla qualità dell'Ambiente

Caro Assessore,

Le metto per iscritto le forti preoccupazioni che Le ho ripetutamente espresso a voce riguardo alla deliberazione della Giunta regionale del 12 luglio scorso sul permesso di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi denominato "Malnate".

Quando nella seconda metà di luglio sono venuto a conoscenza della delibera, quasi non ci volevo credere. Né per il merito: quella zona era già stata interessata da attività di ricerca e perforazione che non avevano dato esito positivo. Né per il metodo: tali iniziative avevano generato una fortissima reazione tra le popolazioni e le amministrazioni locali, sfociate poi in contenziosi con la Società Agip. Una consultazione preventiva sarebbe stata non solo utile, ma anche necessaria.

I dati ambientali dell’area coinvolta – ben 66 comuni – sono presto sintetizzabili. Il permesso di ricerca comprende territori ricadenti nel Parco del Ticino, nel Parco Pineta di Appiano Gentile-Tradate, nel Parco regionale Spina Verde e nella Riserva naturale Palude Brabbia. All’interno della medesima area vi sono poi due siti di importanza europea (Direttiva 92/43 CEE Habitat) situati dentro il Parco del Ticino e il Parco di Appiano-Tradate.

L’aver ignorato questi dati è una mancanza grave che sta provocando una protesta molto estesa. Non soltanto i comuni che si sentono più direttamente coinvolti – Malnate, Vedano Olona e Binago – si oppongono al permesso. Lo stesso Consiglio provinciale di Varese, guidato da una maggioranza di centro-destra, politicamente omogenea a quella regionale, ha approvato l’altro ieri all’unanimità una mozione in cui chiede alla Regione di sospendere la deliberazione del 12 luglio.

Tutto ciò mi rincuora ulteriormente: la mia preoccupazione e il mio diniego non sono dunque da mettere in rapporto né al fatto di essere all’opposizione qui in Regione, né al fatto che vivo a Vedano Olona, dove ho ricoperto la carica di sindaco per ben dieci anni.

Lei mi ha ripetutamente rassicurato che si tratta di ricerca di ordinaria amministrazione che non avrà ricadute negative sul territorio. Ebbene, assuma un’iniziativa urgentissima. Riunisca gli amministratori comunali e provinciali e gli altri soggetti sociali ed economici più coinvolti e, se non riesce a convincerli, revochi la delibera e ridiscuta con loro daccapo tutti i termini dell’intesa Stato-Regione per il permesso in questione.

Se le parole di "cooperazione", "responsabilità", "partecipazione" che vengono continuamente spese hanno un senso, questa è l’unica strada davvero praticabile.

Certo, se il mio invito non sarà accettato, ci ritroveremo a discutere in Consiglio regionale su mozioni appositamente presentate. Ma perché saltare fin da ora l’occasione riparatoria del dialogo con le Amministrazioni locali?

Distinti saluti.
Giuseppe Adamoli

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Pubblicato il 08 Ottobre 2002
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